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LE RIVISTE DELLA SISP

La SISP pubblica due riviste disciplinari:

Fondata nel 1971 da Giovanni Sartori, la Rivista Italiana di Scienza Politica è riconosciuta come la pubblicazione di punta della comunità italiana di Scienza Politica – uno strumento di conoscenza che contribuisce notevolmente alla sua crescita e sviluppo. Ad oltre quattro decenni dal suo lancio, IPSR/RISP continua a pubblicare contributi di alta qualità e richerche originali e peer-reviewed realizzati da scienziati politici e dai migliori giovani studiosi dall’Italia e da tutto il mondo. IPSR/RISP abbraccia tutti gli approcci alla ricerca, senza restrizioni a qualsiasi particolare teoria, metodo o argomento. La rivista pubblica tre numeri all’anno completamente in inglese e impiega un processo rigoroso di double-blind peer review. Dal 2015 IPSR/RISP è pubblicato dalla Cambridge University Press. Gli editors sono attualmente Lorenzo De Sio e Sylvia Kritzinger.

 

Novità dalla RISP/IPSR

Bertero, A. (2026). Beyond constraint: tightness and consensus of political belief systems

Arturo Bertero ci guida nell’esplorazione di come cittadine e cittadini italiani organizzano le proprie convinzioni politiche, adottando la prospettiva classica di Converse sui sistemi di credenze: reti di atteggiamenti politici interconnessi. Utilizzando dati di un sondaggio post-elettorale italiano del 2022, Bertero analizza la dimensionalità degli atteggiamenti politici e confronta diversi modelli statistici. I risultati confermano che gli atteggiamenti politici in Italia sono bidimensionali e che un modello a rete di correlazioni parziali cattura molto bene la loro struttura. L’autore applica poi la Correlational Class Analysis per identificare tre distinti tipi di sistemi di credenze nella popolazione italiana. Gli orientamenti politici, in particolare l’auto-collocazione sinistra-destra e il voto, emergono come i predittori individuali più forti dell’appartenenza a ciascuna classe individuata. Bertero spiega questi risultati attraverso un’estensione della teoria di Converse: mentre Converse sosteneva che i sistemi di credenze variano principalmente per coerenza interna, l’autore dimostra che segnali contrastanti provenienti dai partiti possono favorire un basso consenso nelle credenze, ossia un disaccordo su quali atteggiamenti dovrebbero essere associati tra loro. L’aspetto metodologico distintivo dello studio risiede nell’applicazione di modelli a rete psicometrici e nell’uso della Correlational Class Analysis, approcci innovativi che consentono di studiare l’eterogeneità strutturale dei sistemi di credenze nella popolazione.

 

Quaranta, M., Arrigoni, L.M. (2026). Politicians’ misinformation, its correction, and partisanship in Italy

Mario Quaranta e Luca Maria Arrigoni ci guidano in un’indagine sulla diffusione della disinformazione politica in Italia, esplorando come la disinformazione influenzi l’opinione pubblica e quanto efficaci siano le smentite da parte di fonti scientifiche e fact-checker. Gli autori hanno condotto esperimenti sulla cittadinanza italiana per verificare se l’attribuzione di una dichiarazione errata a un politico ne aumentasse la credibilità e se le smentite riuscissero a ridurre l’accordo con le affermazioni. I risultati mostrano che la disinformazione da parte dei politici può influenzare le opinioni, ma le smentite tendono a ridurre l’accordo con le affermazioni false, anche se il grado di vicinanza del politico a un partito gioca un ruolo cruciale. In particolare, le cittadine e i cittadini più vicini al partito del politico che diffonde disinformazione si dimostrano più resistenti alle smentite, rivelando così come l’identità politica condizioni la ricezione e l’elaborazione delle informazioni correttive.

Italian Political Science (IPS) è nata nel 2007 dal generoso sforzo di Maurizio Cotta con Giliberto Capano. Attualmente è diretta da Giuliano Bobba e Antonella Seddone. È una rivista open-access e peer-reviewed dedicata ad approfondire la comprensione di fenomeni politici rilevanti per gli scienziati politici e per tutti coloro che hanno un interesse nella politica. Pubblica contributi intellettualmente stimolanti e rigorosi dal punto di vista concettuale ed empirico su tutte le aree rilevanti per la scienza politica. Tutti gli articoli hanno un’attenzione particolare all’Italia contemporanea, considerata come caso di studio o in prospettiva comparata o europea.

 

Novità da IPS

Siddi, M., Prandin, F. (2026). Crumbling Middlepowerness? Italy’s Relations with Russia amidst the Russo-Ukrainian War and  eopolitical Tensions

Marco Siddi e Federica Prandin affrontano una questione cruciale per comprendere la politica estera italiana contemporanea: l’erosione della capacità di agire come media potenza in un contesto di crescente polarizzazione geopolitica. Concentrandosi sul deterioramento delle relazioni italo-russe tra il 2018 e il 2025, gli autori documentano come la tradizionale politica di bilanciamento – che per decenni aveva permesso all’Italia di coltivare partnership strategiche con Mosca pur restando saldamente ancorata all’alleanza atlantica – sia stata progressivamente smantellata. La guerra russo-ucraina del 2022 emerge come punto di svolta: di fronte all’invasione su larga scala, i governi Draghi prima e Meloni poi hanno optato per un allineamento totale alle posizioni statunitensi, abbandonando decenni di cooperazione energetica e politica con la Russia. Gli autori mostrano come questa scelta non rappresenti una semplice risposta emergenziale, ma segni l’abbandono di un pilastro fondamentale della middlepowerness italiana: la capacità di mantenere relazioni autonome con potenze non-occidentali. Le analisi di Siddi e Prandin evidenziano un paradosso: mentre la letteratura accademica recente tende a enfatizzare la continuità della politica estera italiana, il caso russo rivela invece un cambiamento strutturale che mette in discussione la stessa natura della posizione internazionale dell’Italia. Il paese si trova ora in una condizione di piena subordinazione diplomatica a Washington – condizione incompatibile con lo status di media potenza, il quale richiede un margine di autonomia rispetto alla grande potenza alleata. La revisione della politica statunitense sotto Trump nel 2025 ha rivelato in modo drammatico i limiti di questa strategia, lasciando l’Italia priva di leve negoziali e marginalizzata sia rispetto agli alleati europei sia rispetto a Washington.