Ricordando Leonardo Morlino
Con Leonardo c’era la amicizia profonda che nasce da profonde differenze. Che si attraggono, si fondono, diventano una nuova direzione di vita. Io col mio bagaglio eretico, operaismo e Verfassungslehre, lui custode – già giovanissimo – di una disciplina allo statu nascenti, verso la quale mi avrebbe spinto e accolto.
Se Sartori era stato il fondatore carismatico della Scienza politica italiana, toccherà a Leonardo scandirne e guidarne la istituzionalizzazione. Prima al fianco del suo Maestro nella RISP, poi con l’infaticabile lavoro come Coordinatore del Dottorato, raccogliendo il testimone dalla scomparsa prematura di Alberto Spreafico.
Dei suoi libri, delle sue ricerche, ci saranno tante occasioni per riparlare. Ma un’eredità non meno preziosa sono i suoi allievi. Fra quanti – e siamo diventati proprio tanti! – che a settembre ci incontreremo a Napoli è difficile immaginare qualcuno che non l’abbia conosciuto di persona. E che non porti nel proprio lavoro una traccia del suo pensiero, e della sua umanità.
Riservato e di poche parole, nel segno della sua terra di cui parlava sempre con amore, Leonardo aveva una franchezza sconcertante. Da autentico scienziato sociale. Ma sentivi, in ogni discussione, la vivezza della passione civile. Per questo, per tutti i suoi allievi diventava subito un modello.
Sicuro di sé, dei suoi prestigiosi successi internazionali e della stima incondizionata che lo circondava, ha conservato sempre e verso tutti il tratto affabile di una persona vera.
Dopo la scomparsa di un Amico, si dice sempre che si apre un vuoto. Ma tu, Leonardo, continuerai a colmarlo con quello che, grazie a te, siamo diventati.
Mauro Calise