Ricordando Leonardo Morlino
Dolore per la scomparsa di un caro amico, rammarico per la perdita di un padre nobile della scienza politica italiana, della sua principale rivista, della nostra associazione. E tristezza per non poter più discutere con lui, chiedergli consigli, ottenere preziose indicazioni. Queste le sensazioni di oggi, un brutto giorno.
Conobbi Leonardo nel 1979, nella sua casa di Piazza Tasso. ‘Solo’ otto anni di differenza d’età. Ma per me fu subito un grande, poi un mentore sul piano scientifico e professionale, soprattutto dopo che mi invito’ nella redazione della Risp. Diventammo amici veri durante un sabbatico negli USA con le rispettive famiglie. Loro a Stanford, noi a Berkeley: tanti momenti felici trascorsi insieme. Più di una volta ci siamo ripromessi di scrivere qualcosa insieme: lui si era avvicinato ai temi della solidarietà e del welfare, io a quelli della qualità democratica. Mi dispiace non aver insistito. Si sono messe di mezzo tante cose, non ultima la salute.
Purtroppo gli ultimi contatti con Leonardo sono stati una conversazione su zoom qualche mese fa e poi uno SMS dei primi di giugno. Preferisco ricordarlocom’era venti anni fa. Durante una passeggiata intorno al lago Tahoe: noi due a scambiarci impressioni sulla politica americana, mentre Irene e Giulia, le nostre figlie, si rincorrevano dietro di noi.
Maurizio Ferrera