Ricordando Leonardo Morlino
Sono molte le ragioni per cui Leonardo Morlino merita di essere ricordato. Anzitutto le sue qualità umane. Era un uomo cortese, misurato, fermo nelle sue convinzioni, ma come pochi disponibile al dialogo e alla discussione. Codesti suoi tratti personali trovavano riflesso nella sua esperienza di docente, di studioso, di accademico. Come docente, in special modo quale docente di dottorato, si segnalava per l’impegno con cui seguiva i giovani. Per questi ultimi, il dottorato è una stagione difficile. Devono impegnarsi in una ricerca di respiro, hanno a disposizione un tempo limitato, il futuro è una scommessa. Essere sollecitati ad allargare e approfondire i propri interessi ed essere consigliati nella scelta del tema e del metodo, essere seguiti da vicino, magari criticati, ma pure rassicurati nei momenti di difficoltà, è un’opportunità ineguagliabile. Leonardo Morlino offriva tutto questo.
Il suo temperamento personale guidava anche il suo impegno di studioso. Era un comparatista a tutto tondo, interessato all’investigazione empirica e alla riflessione teorica. Il suo grande tema era la democrazia, le possibilità di instaurarla e soprattutto di mantenerla. I suoi lavori sull’ancoraggio e il consolidamento, per i quali si è guadagnato elevata reputazione internazionale, alla luce delle odierne, drammatiche, incertezze meritano di essere riletti. La democrazia si fonda su un’onerosa azione di cura non solo delle sue apparenze e dei suoi riti, ma pure dei suoi fondamenti.
C’è anche un nesso tra questo modo di ragionare e l’altro grande motivo per cui Leonardo Morlino va ricordato e rimpianto: sempre in ragione del suo temperamento, era un uomo delle istituzioni, sinceramente convinto della loro necessità, si rigorosamente impegnato a costruirle e conservarle. Moltissimo gli deve l’istituzionalizzazione della scienza politica in Italia quale disciplina accademica e in quanto collettività di studiosi. Ha presieduto la SISP. Ha soprattutto diretto la Rivista Italiana di Scienza Politica, dando continuità alla direzione di Sartori. È stato preside di una facoltà illustre come la Cesare Alfieri e presidente di una prestigiosa istituzione internazionale come l’IPSA. Per lunghi anni ha coordinato il dottorato di scienza politica. Le istituzioni non nascono da sole, ma è più facile fondarle, che mantenerle. Vanno criticate e rinnovate di continuo per evitare che si isteriliscano. Ma la loro tenuta dipende dal capitale di autorevolezza che accumulano nel tempo e che qualcuno si preoccupa di preservare e, possibilmente, di incrementare. Ebbene, questo compito ha svolto Leonardo Morlino entro qualsiasi istituzione cui si sia dedicato. È una pregiatissima forma d’impegno civile e politico. Di cui dobbiamo ringraziarlo.
Alfio Mastropaolo