XXIII Convegno SISP
Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11
Sezioni e Panels
12. Studi Europei
Marco Giuliani e Simona Piattoni
12.1 Crisi? Quale crisi? L’unione europea in tempi difficili
Tavola rotonda
Discussants: Maurizio Ferrera e Maria Antonietta Confalonieri
Abstract:
Da più parti, e oramai da diversi anni, si sente parlare dell’esistenza di un “malessere europeo”. Lo si vede nelle reiterate difficoltà a ratificare le più recenti riforme dei trattati. Lo si legge nell’andamento degli indicatori degli eurobarometri. Lo si trova analizzato in importanti saggi scientifici, così come citato negli articoli dei quotidiani.
L’esistenza di una crisi dell’Unione europea è oramai un dato considerato quasi scontato, al punto da rischiare anche lo statuto di profezia che si auto-avvera.
Il panel proposto affronterà questa tematica sotto diverse prospettive – istituzionale, di policy, cognitiva, nell’ottica della cittadinanza, ecc. – in modo da fornire un quadro il più possibile articolato del problema. Se l’ambizione non è forse quella di fornire un’esaustiva “teoria della crisi”, è certo quella di individuare e analizzare meglio le componenti di questo malessere europeo.
Partecipanti: Maurizio Cotta, Sergio Fabbrini, Marco Giuliani, Alessia Damonte, Stefano Sacchi
12.2 Elezioni europee
Chairs: Roberto Biorcio e Paolo Natale
Abstract:
Le prossime elezioni europee del 6-7 giugno presentano molteplici motivi di interesse sia per singoli paesi che per il complesso dell’Unione. Quanto peseranno sulle scelte di voto gli effetti della crisi economica globale? Avranno conseguenze rilevanti sul comportamento degli elettori le bocciature del progetto di costituzione europea nei referendum che si sono svolti in Francia, Olanda e Irlanda?
I livelli di astensionismo, così come i consensi che potranno ottenere i partiti apertamente “euroscettici”, possono fornire indicazioni importanti sui problemi che potrà incontrare in futuro il processo di integrazione politica del Vecchio Continente. Più in generale, le scelte di voto potranno meglio chiarire le possibili tendenze della politica continentale.
Si confermerà la crescita delle formazioni di centrodestra e dei partiti conservatori già emersa in molti contesti nazionali? Saranno premiate le opzioni espresse da diversi governi a perseguire in modo autonomo gli interessi nazionali di fronte alla crisi? Oppure emergeranno, in un contesto sempre più segnato dalle difficoltà economiche, dai problemi sociali e dalle proteste, tendenze di tipo diverso e/o contrastanti? Può essere anche interessante mettere in luce quali settori dell’elettorato conosceranno i maggiori cambiamenti di comportamento elettorale.
Le elezioni europee offriranno d’altra parte, in Italia come negli altri paese, una rappresentazione realistica dei cambiamenti in corso degli equilibri politici, e dei rapporti di forza, fra i governi e le opposizioni, e in generale fra le diverse forze.
Nel nostro paese può essere di particolare interesse verificare la tendenza al consolidamento della coalizione di centrodestra, dopo la vittoria del 2008 e il primo anno di governo. I risultati delle elezioni europee forniranno nuovi argomenti per ritenere definitivamente archiviata la possibilità di alternanza nella guida del paese che aveva caratterizzato la Seconda repubblica? Nelle prossime elezioni verrà riconfermato l’arretramento elettorale e la dispersione della coalizione di centrosinistra, rendendo sempre più difficile la costruzione di un’alternativa di governo?
Potrà essere anche interessante una comparazione fra il voto per le europee e il voto che nello stesso giorno verrà espresso in numerosi comuni e province. Il confronto potrà mettere in luce gli effetti sul comportamento elettorale di diversi fattori: le differenze nei sistemi elettorali, nei formati delle coalizioni, nel ruoli dei candidati e nei significati attribuiti ai diversi tipi di competizione.
Papers
12.2.1. L’europeizzazione dell’elettorato nazionale e dei sistemi partitici
Fabio Sozzi
12.2.2. Eurofili, Europragmatici, Euroscettici: I partiti italiani nelle elezioni europee del 2004 e 2009
Loris Caruso e Duncan McDonnel
12.2.3. Gli effetti della crisi economica sul voto europeo
Ilaria Grasso
12.2.4.
Crisi economica ed elezioni europee: un'alterazione del ciclo elettorale?
Lorenzo De Sio e Guido Legnante
12.2.5. Le elezioni europee del 2009 in Italia: la campagna elettorale, i comportamenti degli elettori e le conseguenze sul contesto politico nazionale
Donatella Viola
12.3 Governance Democracy: Structures, Problems, Solutions
Chairs: Simona Piattoni
Discussants: Marco Brunazzo
Abstract:
Invito a presentare papers che affrontano il tema della “democrazia della governance”. Il passaggio dal governo alla governance – una caratteristica ormai assodata del sistema politico della Ue se non di ogni altro sistema politico – suscita una serie di domande di natura sia empirica che normativa. Mentre la letteratura sulla “governance multi-livello” e sui “nuovi modi di governance” continua a crescere, il rapporto fra le strutture di governance e quelle della democrazia rappresentativa non è stato ancora completamente esplorato. Questo panel intende accogliere proposte di paper che:
- descrivano in modo dettagliato e critico strutture di governance e le loro relazioni con le istituzioni della democrazia rappresentativa, sia a livello UE che a livello nazionale
- mettano in rilievo i problemi normativi che queste relazioni suscitano, preferibilmente con riferimento ad esempi concreti
- teorizzino le possibili soluzioni per questi problemi o, più in generale, teorizzino la coesistenza fra istituzioni della rappresentanza diretta/funzionale e di quella territoriale/elettorale
- suggeriscano paralleli teoricamente fruttuosi fra esempi di democrazia della governance che si rinvengono nella Ue ed esempi relativi ad altri sistemi multi-livelli o composti.
I am inviting paper proposals that address the broad theme of “governance democracy”. The switch from government to governance – by now a well-established development characteristic of the EU polity if not of all state polities – triggers a number of questions of both an empirical and a normative nature. While the literature on “multi-level governance” or the “new modes of governance” has kept growing, the relationship between these governance arrangements and representative democracy have not been fully explored yet (but see, e,.g., Klijn and Skelcher 2007). This panel invites contributions that:
- describe in a detailed and critical manner governance arrangements and their relationship with the institutions of representative democracy, both at the EU and at the national level
- highlight the normative problems that such relationship creates, preferably with reference to concrete examples
- theorize the possible solutions that can be found for these problems or, more generally, theorize the coexistence between institutions of direct/functional representation and territorial/electoral representation
- suggest theoretically fruitful parallels between instances of governance democracy in the EU and in other multi-level or compound systems.
Papers
12.3.1.
The links between Brussels and the national capitals in the CFSP/ESDP: a ‘principal-agent’ story?
Nicola Chelotti
Abstract: Investigating the links between the national and European level of the EU decisionmaking process has recently become a relevant strand in the literature on the European Union. Some authors refer to a principal-agent idea to explain these relations, while other firmly contest this view.
This paper aims at analysing the links between the national ministries and the Permanent Representations in Brussels by looking at one particular policy field – the Common Foreign and Security Policy and European Security and Defence Policy. How are preferences formed within the CFSP/ESDP? What actors are responsible for the formulation of the national position? Can a ‘principal-agent’ model explain the power relations between the national and European level – at least in the intergovernmental and highly sensitive domain of foreign and security policy? Furthermore, it will be asked whether other actors (such as the Commission and the High Representative for the CFSP) can be considered relevant players in the making of a European foreign policy.
In order to answer these (and other) questions, this paper relies on an a large amount of data. A closed-ended questionnaire was distributed to all the national diplomats (full-timers) involved in the CFSP/ESDP between May and August 2008. The research proved successful, generating replies from about 140 people from all the 27 EU member states (around 37% of the population).Moreover 20 in-depth interviews with national officials were conducted in the same period.
12.3.2.
Stato di diritto e democrazia à la europea: un gioco a somma zero?
Daniela Piana
Abstract: Nel corso degli ultimi due decenni le risorse materiali e simboliche indirizzate dall’Unione europea e, per taluni versi, dal Consiglio d’Europa sulla definizione, giustificazione, promozione e valutazione del modello di democrazia che dovrebbe idealmente caratterizzare gli Stati membri sono aumentate notevolmente. L’impatto di queste azioni sulla distribuzione del potere nei singoli paesi non è però stato correttamente né esplicitamente analizzato dalle istituzioni comunitarie. Mentre molta letteratura affronta il tema dell’impatto dell’UE sul rapporto fra organo legislativo e organo esecutivo – a favore tendenzialmente del secondo – molto meno si è detto sul rapporto che entrambi intrattengono con il potere giudiziario.
Il paper intende proporre una griglia di analisi dell’impatto delle politiche europee di allargamento, promozione della democrazia, e di costruzione di uno spazio giudiziario comune sulla distribuzione dei poteri degli Stati membri. Per fare questo, assume che un modo di guardare al sistema giudiziario capace di meglio cogliere il punto critico di tale impatto sia quello di considerare la magistratura e la corte costituzionale come istituzioni capaci di attivare meccanismi di accountability, di carattere inter-istituzionale. Non tanto dunque istituzioni che applicano lo stato di diritto, quanto istituzioni che entrano in modo dominante nel gioco dei checks and balances.
Quale modello di democrazia ne emerge? Quale è il ruolo che il terzo potere svolge in questo modello? In che modo esso sembra spostare l’accento verso una forma di accountability che fa perno sull’azione della magistratura? L’analisi qui proposta si basa sui dati di una ricerca empirica svolta in cinque nuovi membri dell’UE e ne controlla i risultati con i dati raccolti sull’Italia (paese vecchio membro dell’UE).
12.3.3.
Democracy, Participation and Consultation. An empirical analysis of EU open consultation processes (2003-2008)
Emanuela Bozzini
Abstract: Following the White Paper on Governance that put consultation at the heart of EU policy processes, the European Commission set out general principles and minimum standards for consulting the public at the end of 2002 (COM 704/2002). Since then, over 500 on-line and written consultation processes have been proposed, unevenly distributed among DGs and attracting a variable number of responses. This paper presents data collected on such consultation processes and has two main goals:
1) to explain the role of consultation processes in the context of the wider EU policy process: under which conditions do DGs decide to launch an open consultation? how can we explain variations in numbers of consultation processes among DGs? To which proposals do consultations take place?
2) to explain the role of formal consultation processes in shaping patterns of interest representation in EU governance: who participates? Are there differences among countries and among policy sectors in participation?
A database of consultation processes has been created, collecting information from DG websites and documents. The database includes information on the distribution of consultations among DGs, the range of topics, the distribution over time, the main goal of consultation, the link with impact assessments exercises, the number and type of respondents, etc.
The paper is based on my post-doc research project “Participation, Consultation and Democracy” (PACO). The project acknowledges the importance of collecting quantitative data on characteristics of citizens and civil society involvement in EU policy-making and aims at providing empirical evidence that will allow a reflection on some highly debated normative issues related to the European Union and the working of its system of governance.





