XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Sezioni e Panels

11. Metodologia della Ricerca
Roberto Cartocci e Pierangelo Isernia

11.1 The Civic Culture at 50s: Una valutazione degli studi sulla cultura politica in Italia

Chairs: Giacomo Sani

Discussants: Paolo Bellucci e Paola Bordandini

Abstract: Questo Panel intende prendere spunto dal cinquantesimo anniversario della ricerca di Almond e Verba, che ricorre nel luglio di quest anno, per riesaminare in maniera critica il dibattito sulla teoria della cultura civica. Il problema al centro del dibattito è ancora sul se e in che misura la cultura civica determina un assetto democratico più stabile e quindi migliore, più performante nell’azione di governo e più “giusto” agli occhi dei cittadini. La prospettiva dello studioso si distacca dall’aspetto istituzionale e degli attori politici stricto sensu per concentrarsi sull’influenza degli orientamenti culturali: valori, atteggiamenti, frames cognitivi, ecc.. Questo filone di ricerca, aperto dagli studi di Almond e Verba e di Banfield, ha conosciuto da allora un fertile sviluppo in Italia.
Il panel ha l’obiettivo di riesaminare i quesiti alla base del libro di Almond e Verba con particolare riferimento all’attuale contesto italiano, in una riflessione che da un lato fa il punto sulle diverse strategie di ricerca adottate . I profondi mutamenti avvenuti nell’ultimo ventennio – dal collasso dei sistemi partitici tradizionali, all’emergere di opzioni e pratiche populiste, alla ridefinizione delle coordinate internazionali della politica – infatti, invitano a riesaminare il ruolo della cultura politica in termini di continuità o di mutamento. Allo stesso tempo, questa tradizione di ricerca ha non solo affinato la validità e l’efficacia degli strumenti analitici utilizzati, ma ha anche aumentato ed approfondito la sfera di analisi. Sotto questo profilo, da un lato si è assistito, all’ampliamento della strumentazione analitica con l’introduzione di nuovi concetti (ad esempio quello di capitale sociale: Putnam, 1993; Cartocci, 2007) che assumono un ruolo esplicativo complementare e talvolta concorrente. Dall’altro lato si registra il perfezionamento delle tecniche di analisi, specie nell’approccio quantitativo, che hanno permesso di costruire banche dati sempre più estese ed hanno più volte messo in discussione la portata delle inchieste passate (Jackman e Miller, 1998; Sani, 1989). Il panel intende fare il punto della ricerca in Italia su questo tema con i principali esperti del settore, prendendo spunto dalle ricerche di Almond e Verba per discutere validità e vitalità di questa tradizione di ricerca nell’ambito della ricerca politologica del nostro Paese.

Papers

11.1.1. Scarica il paper in pdfLa cultura politica degli italiani: una pluralità di percorsi di ricerca

Roberto Cartocci

Abstract: Il paper prende in considerazione la genealogia del concetto alla luce dei suoi primi 50 anni di vita e di successi, fino ai programmi attuali di indagini comparate che coprono oltre 100 paesi nel mondo. Vengono poi messi in luce alcuni limiti della definizione iniziale del concetto, proposta da Almond all’interno di un orizzonte funzionalista e behaviorista. Lo stesso successo derivato dall’istituzionalizzazione di questa tradizione di ricerca attraverso i vari “barometri” regionali, World Values Surveys ecc. finisce per far perdere al concetto parte della sua capacità euristica, concedendogli cittadinanza scientifica all’interno di una specifica tradizione di ricerca, costituita dalle indagini comparate su un numero sempre più elevato di paesi, condotte sulla base di un unico e rigido strumento d’indagine: il questionario strutturato applicato a campioni nazionali di dimensioni relativamente contenute.
Viene quindi proposta una definizione più ampia del concetto, tanto più necessaria dal momento che il peso della dimensione culturale sulla politica risulta così evidentemente aumentato nel mondo – se non altro per la capacità di mobilitazione esibita dalla dimensione religiosa dopo il 1978-79, aprendo uno scenario di segno opposto a quello degli anni cinquanta e sessanta, dominati da forti e apparentemente irreversibili processi di secolarizzazione.
Una più ampia definizione di cultura politica, che non risenta dell’impostazione funzionalista originale, è utile anche per analizzare il caso italiano, il cui interesse per lo studioso di cultura politica continua a restare particolarmente rilevante, alla luce delle dinamiche degli ultimi venti anni.
Sulla base di una più ampia definizione del concetto di cultura politica si discutono poi differenti contributi analitici ed empirici che, per vie diverse da quelle aperte da Almond e Verba, hanno contribuito allo studio della cultura politica degli italiani. Si propone così una tipologia degli studi più rilevanti, tenendo congiuntamente conto di tre variabili: a) rilievo o meno della dimensione longitudinale, b) ricorso a tecniche standard (ovvero costruzione di matrici-dati casi per variabili) o non standard (osservazione partecipante, analisi di testi, ecc); c) capacità di tematizzare, ed eventualmente rilevare empiricamente, le differenze intranazionali, che negli ultimi venti anni in Italia non hanno perso rilevanza e gravità.

11.1.2. Almond and Verba Fifty Years Later: An Assessment

Danilo Di Mauro e Pierangelo Isernia

11.1.3. Cittadini anche come Legal Subject. Le basi (dimenticate) del senso di cittadinanza in Civic Culture

Paolo Segatti

Abstract: Fifty years ago Almond and Verba claimed that “the development of political democracy, with the spread of opportunities for the ordinary man to participate in the political decision-making process, cannot completely destroy the subject orientation to politics if there is to be a civic culture. The new way of making political decision through participations of citizens does not so much replace the old mode of governmental operations as supplement it”(1963:369). Today claims like these seem to come from a lost world. Even the notion of a “subject orientation to politics” appears incomprehensible as it regards a world in which subjective orientations towards order (non- political) institutions are supposed to be in decline or residual within marginal segment of the population (Dalton, 2004). Or that notion is misunderstood as equivalent to a sort of submission to the authority, when Almond and Verba wanted to convey the idea that the sense of being an effective citizens in politics rests on the sense of being a fairly treated legal subject. This paper will show that that contrary to the incomprehension, order institutions are everywhere considered more trustworthy than political institutions; b) confidence in order institutions are far to be relegated in the periphery of the contemporary European societies. Finally this paper will show that contrary to the misunderstanding individual confidence in political institutions is also related to the quality of rule of law present in a country.

11.1.4. La cultura civica e le altre determinanti della soddisfazione democratica: un approccio multilivello

Fabio Serricchio

Abstract: Lo studio delle determinanti dei rapporti tra opinione pubblica e “politica”, da Almond e Verba in poi, è imperniato in massima parte sulla considerazione dei predittori individuali: risorse culturali, partecipazione alla vita sociale, istruzione, status socio-economico, valori, capitale sociale, percezione dell’economia che definiscono e spiegano gli orientamenti verso i vari oggetti politici.
Non mancano – in letteratura - gli studi focalizzati sulle caratteristiche di contesto mentre poca o scarsa attenzione è stata dedicata, soprattutto in Italia, a spiegazioni che combinassero i due livelli in un unico modello esplicativo.
Lo scopo del presente lavoro - di natura prevalentemente esplorativa - è dunque quello di applicare la logica multilivello allo studio delle motivazioni dei rapporti, spesso difficili, tra cittadini e “politica”, intendendo con questo il grado di coinvolgimento politico, misurato con un indice che combina interesse per la politica e percezione dell’influenza politica.

I risultati mostrano come il livello di coinvolgimento politico sia funzione, oltre che del capitale sociale e del livello di istruzione, dal grado di fiducia verso il sistema nazionale. Questa relazione – tuttavia - cambia sensibilmente a seconda che l’individuo viva in un Paese con alto o basso livello di qualità della governance.
L’inserimento di predittori “aggregati” e lo studio delle interazioni macro-micro risulta così di particolare utilità per arricchire la spiegazione dei rapporti tra opinione pubblica e “cose” politiche.

11.1.5. Scarica il paper in pdfThe "Dishonest Vote" in the Italian Election of 2006

Diego Garzia

Abstract: Political leaders are increasingly perceived as dishonest by mass publics, and there are signs that voting behavior is getting affected as a consequence. A growing tendency in democratic elections is that of casting a ‘dishonest vote’ – that is, a vote casted in favor of a candidate which is perceived as dishonest by the voter himself. Our case study of the Italian election of 2006 is aimed at assessing the determinants of a form of political behavior that is likely to (further) cheapen the legitimacy of democratic institutions. The role that personal characteristics of both voters and candidates play in orienting political preference will be framed in a ‘congruency’ theory rooted in personality psychology. According to it, people tend to vote for politicians whose traits they rate as being most similar to their own. Our research hypothesizes that the strongest determinant of casting a ‘dishonest vote’ lies in the attitudinal dishonesty of the voter himself. In the empirical analysis of ITANES data, we operationalize voters’ attitudinal dishonesty through their level of ‘tax ethics’ (i.e., one’ s willingness to justify tax evasion). By means of logistic regression analysis we demonstrate that tax ethics at the individual level is the strongest statistical predictor of a dishonest vote, even after controlling for other potential explanations such as socio-demographic characteristics, interest in politics, and pre-existing ideological orientations.