XXIII Convegno SISP
Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11
Paper Room
9. Elezioni e Comportamento di Voto
9.3. “Election days” 2009: concordanze e differenze nelle arene elettorali
Chairs: Raffaele De Mucci
Discussants: Antonio Agosta
9.3.1. Effetti politici dell'abbinamento tra elezioni europee ed elezioni amministrative
Marzia Basili
9.3.2. Il parlamento europeo come luxury parking
Raffaele De Mucci
9.3.3. L'europeizzazione dei programmi elettorali
Domenico Fracchiolla
9.3.4. La lega in Umbria. Le ragioni del 'successo' in alcune aree della regione
Giovanni Barbieri
9.3.5.
Voto diviso e comportamenti elettorali nell'election days 2009
Roberto De Luca
Nella lunga fase di transizione del sistema politico italiano, uno dei principali cambiamenti che si sono verificati è certamente la maggiore mobilità elettorale. Rispetto ai primi quarant’anni della nostra Repubblica nei quali le percentuali di voto dei partiti subivano movimenti da un’elezione all’altra quasi impercettibili, registriamo ora in ogni elezione spostamenti cospicui da una parte all’altra degli schieramenti. Ovviamente le cause di una siffatta mobilità elettorale possono essere diverse e, a volte, concorrenti. Le riforme elettorali e le trasformazioni del sistema dei partiti possono determinare da un’elezione all’altra strategie diverse sia nell’offerta elettorale così come nei singoli comportamenti dei votanti. Da ultimo, è stato messo in rilievo il peso degli elettori astensionisti “intermittenti” negli spostamenti di voto. La “fedeltà leggera” degli elettori, che dovrebbe incidere sull’allargamento della tipologia del voto di opinione, è ancora più tenue se confrontiamo elezioni di diverso tipo, anche quando si svolgono a distanza di poco tempo o addirittura nello stesso giorno. L’election day ci dà l’opportunità di verificare, oltre alla comparazione fra risultati dei partiti e schieramenti, molti aspetti dell’offerta politica e dei comportamenti elettorali. Lo scorso anno, in occasione dello svolgimento contemporaneo di elezioni politiche e delle provinciali in nove province, avevamo registrato le differenze, in alcuni casi notevolissime, fra i risultati di queste due elezioni. Per un numero consistente di elettori si era trattato di un vero e proprio voto “diviso” per via della netta distinzione operata fra voto locale e voto nazionale. L’occasione fornitaci dall’election day 2009 è ancora più interessante sotto il profilo della possibilità di analisi. Si è votato, infatti, in 62 province in contemporanea per il rinnovo dei consigli provinciali e del Parlamento Europeo. Abbiamo, perciò, la possibilità di venire in possesso di molte informazioni sulle diversità dell’offerta su tutto il territorio nazionale per le elezioni provinciali e, soprattutto, sui comportamenti dei singolo elettori, in fatto di partecipazione e di scelta. La tesi, abbastanza consolidata, della maggiore propensione dell’elettore meridionale a votare il candidato prima ancora che il partito potrà essere verificata attraverso il funzionamento di due sistemi elettorali, differenti fra loro ma che hanno come fattore comune la possibilità di scegliere dei candidati in competizione con caratteristiche però completamente distinte: nelle provinciali buona parte dei candidati sono conosciuti perché attivi nel rispettivo territorio, nelle europee i candidati, proprio per la vastità delle circoscrizioni, risultano molto lontani dai propri elettori. Proprio partendo dalla modalità di voto utilizzata dai cittadini delle regioni meridionali, potremo svolgere delle considerazioni sulla diversità del comportamento elettorale in altre parti d’Italia.





