XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Paper Room

4. Sistema Politico Italiano

4.3. Populism in Italy: Historical, Contemporary and Comparative Perspectives
Chairs: Daniele Albertazzi e Duncan Mc Donnell
Discussants: Marco Tarchi e Annarita Criscitiello

4.3.1. Scarica il paper in pdf Populisti al Potere: L'esperienza della Lega Nord nel IV governo Berlusconi

Daniele Albertazzi e Duncan McDonnell

Abstract

Contraddicendo ciò che è stato scritto da molti studiosi (ovvero che i partiti populisti siano per natura inadatti a permanere al governo, e che quando ciò accada, finiscano per esercitare un’influenza limitata sulle politiche di un’alleanza), la Lega Nord è ora non solo alla sua terza esperienza ‘a Roma’, ma esercita ‘issue ownership’ su temi cruciali per i suoi elettori come l’immigrazione e le riforme federali. Peraltro, da alcuni anni sembra addirittura essersi giovata dell’esperienza governativa in termini elettorali. Facendo leva su un’organizzazione di partito capillare e mantenendo vivo un dialogo costante con i militanti grazie a metodi che qualcuno (troppo frettolosamente) aveva giudicato superati (come i gazebo, l’assemblea, la manifestazione di piazza e la scuola di partito), la Lega Nord continua a crescere e ad esercitare un ruolo di assoluto rilievo nell’attuale coalizione governativa senza perdere i suoi tratti populisti. Muovendosi all’interno di una discussione di queste considerazioni, il paper si concentra in modo particolare su due temi: 1. Le politiche promosse dalla Lega Nord nell’ultimo anno, e se queste riflettano o meno le promesse fatte in campagna elettorale. In altre parole, il paper si interroga sul fatto che ci sia stato o meno un ‘effetto di moderazione’ sulle politiche promosse dal partito a causa dell’esperienza governativa. 2. Come sia stata comunicata l’esperienza di governo ai militanti e i simpatizzanti del partito e fino a che punto la Lega abbia avuto successo nel fare sì che la sua versione degli eventi fosse accettata dalla ‘base’. Partendo da quest’analisi, proveremo a valutare l’importanza delle strategie di comunicazione per la sopravvivenza e il successo di questo partito.

4.3.2. Scarica il paper in pdf Il Populismo Nelle Democrazie Contemporanee: Il “Front National” Di Le Pen E La “Lega Nord” Di Bossi A Confronto

Sara Gentile

Abstract

I movimenti e i partiti populisti sono diventati nell’ultimo scorcio del ‘900 e rimangono a tutt’oggi un fenomeno emergente nelle democrazie contemporanee, di portata tale da indurre ad analizzarne cause, caratteristiche ed incidenza politica. Alle radici del populismo possiamo distinguere varie cause legate alla “crisi della modernità” da cui sono toccate le democrazie attuali (le post-democrazie secondo Crouch) e che agiscono su piani e livelli diversi: economico, socio-culturale, della cultura politica e politico in senso stretto. Partendo dalla costruzione di un paradigma teorico dentro cui situare i movimenti populisti, analizzo il populismo nelle sue caratteristiche protestatarie (l’antipolitca) ed identitarie (il mito dell’etnos), con attenzione alle categorie dell’universo pupulista, alla centralità del concetto di “popolo” nelle sue varie accezioni, alla presenza di una leadership carismatica o di un forte potere personale. L’analisi da me fatta verte innanzitutto su un caso di studio che ritengo, per varie ragioni, paradigmatico: il “Front National” di Jean Marie Le Pen, messo a confronto con la “Lega Nord” di Bossi che rappresenta un esempio significativo di populismo nella realtà italiana, anche alla luce delle ultime vicende politiche ed elettorali. Dei due partiti populisti vengono analizzate la nascita, lo sviluppo, la durata nel tempo, le strategie politiche, l’aspetto organizzativo e la forte “attitudine mobilitante”, il legame con il territorio, la costruzione di una forte leadership, le strategie comunicative e simboliche che ripropongono la ritualità, la dimensione olistica e la struttura militante dei vecchi partiti di classe. Di essi i due partiti in questione hanno occupato un ampio spazio elettorale, stravolgendo la geografia politica tradizionale e penetrando, Le Pen per la Francia, già dagli anni ’90, Bossi per l’Italia, in regioni e fasce di elettorato che prima appartenevano“naturaliter” alla sinistra.

4.3.3. Scarica il paper in pdf Ideologie del centro-destra e populismo

Carlo Ruzza

Abstract

La letteratura sul populismo ne enfatizza la sua mancanza di specificita’ in quanto ideologia. Viene sottolineato il suo ruolo di ‘ideologia debole’ che si definisce in relazione ad altre ideologie. Partendo da queste caratteristiche, il paper esamina la relazione tra l’ideologia dei maggiori partiti del centro-destra Italiano dopo tangentopoli e i loro tratti populisti. Gli aspetti ideologici vengono documentati attraverso una analisi dei frames presenti nei programmi elettorali. Gli aspetti identificativi del populismo su cui si sofferma l’analisi sono le caratteristiche personali e politiche del leader, il concetto implicito di rappresentanza che si tende ad instaurare tra leader ed elettorato, la funzione del partito e della societa’ civile in relazione al leader e alle norme della democrazia rappresentative, il concetto di popolo che prevale nei different partiti e il simbolismo utilizzato nella loro comunicazione politica. Si mettono in luce e si comparano le varie strategie di acquisizione di legittimita’ politica.

4.3.4. Scarica il paper in pdf Populism and the origins of the ‘Second Republic’. A historical institutional perspective

Mark Donovan

Abstract

Silvio Berlusconi’s populism seems to epitomise the role of agency in processes of political change and Berlusconi must be regarded as a major political figure given the significance that the transformation of the Italian party system, to which he has been central, is expected to have for the functioning of other sub-systems in Italy’s polity. If we are to understand the successes and failures of populism in national contexts it is necessary, however, also to consider the role of structure (Albertazzi and McDonnell 2008). From that perspective, and more specifically a historical institutionalist perspective, some scholars have emphasised continuity, rather than change, suggesting that Italian politics have not become truly ‘majoritarian’ given the number of veto points still existing within, in particular, government coalitions (Bull and Rhodes, 2007). Since 2007, party system fragmentation has been sharply reduced, of course, though this may adumbrate the establishment of a predominant party system rather than the consolidation of a non-fragmented, bipolar one. This paper is an initial attempt to consider Berlusconi’s populism and party system change from the perspective of historical institutionalism. It examines: * the somewhat discredited notion of “crisis and transition”, in terms of ‘critical junctures’; * the evolution and then transformation of Italy’s “Cold War” party system and the construction of a new party system in terms of recent attempts to theorise both: a) incremental change and b) political conflict within the historical institutionalist framework; * the interaction of Berlusconi’s populist agency with structural factors in the construction of a new party system * the role of defeated and subordinate structural logics and actor strategies in the process of party system change in Italy, aspects which tend to be rationalised out of historical institutional analyses by the post hoc tendency to identify as inevitable that which actually happened.

4.3.5. Comparing radical right party ideology and the voters’ profile and attitudes: a study on the Danish People's Party, the Northern League and the Austrian Freedom Party

Susi Meret

Abstract

The paper is a comparative analysis of the radical right in three countries (Denmark, Italy and Austria) in the light of the breakthrough, consolidation and achievement of political influence of the Dansk Folkeparti, FPÖ and the Lega Nord. The paper wants to encourage a different comparative reading, which can help explain how the radical right has become mainstream in some Western European countries and which similarities and differences characterise these parties in terms of ideology and voter profile. The comparative approach will help to cast light particularly on the similarities and differences that characterise these parties also in relation to the different and vital phases of their development (or party lifecycle) and specifically with reference to their achievement of political influence and responsibilities in government.The analysis is based on qualitative and quantitative material. For the analysis of party ideology an extensive analysis is done on party programmes, party papers and other sources of party literature, whereas national electoral studies (for Denmark and Italy) and international studies - referring to the period going from the mid-1990s until about 2006 - represent the data for the study of the voters’ profile and attitudes.

4.3.6. Scarica il paper in pdf Populismo, Leadership e Carisma

Flavio Chiapponi

Abstract

Un dato comune ai contributi che mettono al centro del loro interesse l’emersione e il consolidamento dei partiti e movimenti populisti nelle democrazie contemporanee sembra essere la caratterizzazione della leadership populista come “carismatica”. A partire dalla formulazione weberiana del “carisma” come principio di legittimità dell’autorità, e attingendo ad illustrazioni tratte prevalentemente dal caso italiano, il paper ha l’obiettivo di suggerire un utilizzo più cauto di questo concetto in connessione al populismo. Se, da una parte, il rapporto immediato tra leader e seguaci appare un aspetto che connota i partiti e movimenti populisti; dall’altra la questione della natura “carismatica” della leadership rimane aperta e non può essere ipostatizzata, bensì richiede una verifica rigorosa, attraverso un solido ancoraggio all’empiria.