XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Paper Room

5. Comunicazione Politica

5.4. Arena mediale e visibilità degli attori sociali
Chairs: Carlo Sorrentino
Discussants: Franca Roncarolo e Rolando Marini

5.4.1. La pluralizzazione dell’arena mediale nella sfera pubblica europea: un confronto tra i giornali di Francia, Germania e Italia

Rolando Marini

Abstract

Oggetto del presente studio è la visibilità degli attori politici e sociali nella stampa “di qualità” di Francia, Germania e Italia. I temi pre-selezionati sono tre: immigrazione, carovita ed energia. Il periodo campione è giugno – novembre 2008; le testate sono due per paese. Le differenze tra i paesi evidenziano non soltanto le diversità storiche e strutturali dei rispettivi sistemi dell’informazione, ma anche differenti esiti dei processi di legittimazione socio-politica degli attori non partitici. Lo stesso modo di costruire i frames dei temi mostra tali differenze. I risultati testimoniano anche un rapporto peculiare che in ciascun paese si determina tra sfera politica, sistema dell’informazione e opinione pubblica.

5.4.2. Scarica il paper in pdf L’investitura del leader: il discorso politico nel media event

Enrico Caniglia

Abstract

All’interno dell’arena politica mediale, il media event è ormai tra i pochi spazi pubblici in cui è possibile realizzare alcuni importanti riti simbolici della politica, come l’investitura del leader. Gli studi tradizionali hanno evidenziato il suo aspetto di pseudo evento, con i suoi annessi effetti simbolici. Poco spazio è stato riservato all’elemento centrale dei media event, l’oratoria e il discorso del leader investito. Attraverso un approccio mutuato all’etnometodologia, il paper vuol evidenziare come il discorso del leader non è solo un pronunciamento unilaterale e meramente funzionale alla teatralità dell’evento, ma sia al contrario una sorta di comunicazione dialogica che lancia o arricchisce il flusso della campagna permanente. A questo scopo, l’analisi si concentrerà sul discorso di investitura di Obama e sul discorso di Silvio Berlusconi al primo Convegno del Pdl, trasmesso in diretta da una televisione nazionale.

5.4.3. La ricerca della visibilità attraverso culture di comunicazione politica diversificate: movimenti e partiti in Siria, Palestina e Giordania.

Enrico de Angelis

Abstract

LLe recenti trasformazioni nella comunicazione politica araba hanno portato a delineare “sistemi di comunicazione politica” al cui interno convivono molteplici “culture della comunicazione politica”, nella definizione di Blumler e Gurevitch, con identità riconoscibili e distinte l’una dall’altra. La profondità e la qualità delle differenze tra le culture professionali giornalistiche, tra le modalità di relazione tra giornalisti e politici, nelle concezioni del ruolo della politica e della stampa, nella vocazione globale, regionale o locale espressa dalle varie testate, dipingono un’arena mediale difficilmente riconducibile a un solo linguaggio o modello di comunicazione politica. L’intreccio tra il processo di modernizzazione così come è stato vissuto dalle realtà arabe e l’impatto della globalizzazione dei media che, in seguito all’avvento dei media transnazionali arabi, ha acquisito in quest’area una rilevanza maggiore che altrove, ha portato alla formazione di sistemi di comunicazione politica caratterizzati da forti discrasie e contraddizioni. Il paper intende analizzare le strategie di visibilità e di negoziazione del significato adottate da movimenti e da partiti costretti a muoversi in un ambiente le cui coordinate di orientamento cambiano radicalmente a seconda dei media utilizzati, se di tipo nazionale, regionale o internazionale, se espressione dei governi non democratici arabi o di imprenditori privati, prendendo in esame il caso di Siria, Giordania e Palestina, al cui interno le liberalizzazioni mediatiche hanno raggiunto uno stadio più avanzato e dove l’arena mediatica internazionale svolge un ruolo particolarmente rilevante.

5.4.4. Open source, età della fibra e Commons nel caso 'Pirate Bay' e Partito dei Pirati

Alessandro Cozzutto

Abstract

L’avvento dell’età della fibra, seguìto all’adozione di massa delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, sembra configurare, all’interno del sistema-mondo, l’emergere di relazioni politiche, economiche e socioculturali completamente nuove e potenzialmente liberatrici, nel lungo percorso che dal linguaggio binario porta alla rivoluzione open source e al “Web 2.0”. Il lavoro analizza il persistere invece di precise dinamiche relazionali, sorte in età moderna, nel passaggio da tecnica a tecnologia, nella sostituzione della piramide con la rete nella rappresentazione simbolica dei rapporti di potere. Potere inteso come triplice appropriazione e mobilitazione: dei rapporti di forza, dei rapporti di conoscenza e del pregiudizio. L'analisi si concentra particolarmente sul concetto di “Commons”, quale nuova moneta di scambio nelle relazioni non solo economiche, ma anche politiche e soprattutto sociali, degli attori che cooperano e competono nello spazio intonso del world wide web. Nell'età della fibra cui giungono le società che convertono i propri sistemi produttivi in sistemi basati sullo scambio delle informazioni, l'iperinflazione delle stesse obbliga alla trasformazione della massa informe di dati, che attraversano il pianeta globalizzato, in nuovi elaborati modelli imprenditoriali e sistemi di conoscenza. Nella trasformazione, nelle resistenze e delle nuove categorie associate alla versione digitale del sistema storico capitalista, si aprono nuove interessanti prospettive per le scienze sociali nel loro complesso. L'articolo si concentra in particolare sul recente caso del partito svedese dei 'pirati', in grado di ottenere un seggio alle elezioni europee del Giugno 2009, grazie a un lungo lavoro di sensibilizzazione, intorno alle tematiche del libero accesso alla conoscenza, ma anche grazie all'onda emotiva generata in Svezia dalla condanna in primo grado dei gestori del sito 'piratebay.org'.

5.4.5. La Chiesa nel dibattito pubblico

Rita Marchetti

Abstract

Il paper che si intende presentare analizza la copertura giornalistica delle dichiarazioni dei maggiori esponenti del mondo cattolico italiano sui principali quotidiani nazionali. In particolare, sono stati esaminati gli articoli che riprendono le prolusioni del cardinal Bagnasco, in occasione delle assemblee generali della Conferenza Episcopale Italiana. Superato il riconoscimento in uno specifico partito di riferimento, la Chiesa cattolica diventa un attore autonomo che agisce e si esprime all’interno dell’arena mediale. La costruzione della sua visibilità passa attraverso un processo negoziale tra media e strutture informative ecclesiali (uffici stampa e quant’altro) sempre più organizzate. Dallo studio emerge che la presenza della Chiesa nei media è pressoché costante, con picchi di presenza in occasione di casi particolarmente controversi. Nei suoi pronunciamenti si appella a quei valori universalistici che costituiscono un sostrato diffuso nella società italiana, tanto da far convergere verso le sue posizioni anche personaggi di area apertamente laica. L’obiettivo sembra essere quello di costruire un modo di pensare di lungo periodo e quanto più diffuso possibile.

5.4.6. Scarica il paper in pdf Tocca a noi! Giovani e nuove forme di comunicazione politica

Sara Minucci

Abstract

Dal 18 novembre 2008 il canale televisivo ‘all music’ Mtv Italia ha lanciato la campagna “Tocca a noi. Le cose non vanno cambiamole ora” con l’obiettivo di promuove l’attivazione e la partecipazione dei giovani italiani alla vita politica. Il progetto prevede l’elaborazione di una proposta di legge d’iniziativa popolare ad opera di studenti e ricercatori universitari su un tema selezionato dai giovanissimi spettatori di Mtv. Questi partecipano alla definizione dei contenuti attraverso interventi sul blog dedicato all’iniziativa aperto sul sito www.mtv.it. Alla fine del processo, la proposta di legge sarà presentata in Parlamento per chiederne l’approvazione. Coniugando le potenzialità di influenza del mezzo televisivo (sono in campo i canali in chiaro e via satellite di Mtv Italia) con le possibilità di mobilitazione favorite dalla rete, la campagna “Tocca a noi” si impone come un case-study privilegiato nel quadro degli studi sull’agenda setting, poiché si configura nei fatti come un’azione di condizionamento dell’agenda politica. Questo lavoro si inserisce nella prospettiva dell’agenda building, ipotizzando che una strategia di questo tipo possa dimostrarsi un nuovo efficace strumento di comunicazione politica per un pubblico fortemente targettizzato sul segmento sociale giovanile che, come è noto, rappresenta l’utenza principale sia dei canali ‘all music’ sia della rete Internet.