XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Paper Room

3. Politica Comparata

3.3. Le élite transnazionali nella crisi
Chairs: Rita di Leo
Discussants: Maurizio Massari, Stefano Rizzo e Elisabetta Basile

3.3.1. Scarica il paper in pdf Le elite ucraine del post-rivoluzione arancione: tra rinnovamento e continuità

Marco Cilento

Abstract

Nella maggior parte delle analisi degli studiosi e degli osservatori internazionali si sottolinea come la Rivoluzione arancione in Ucraina abbia costituito un punto di svolta nelle dinamiche politiche di quel paese e nella geo-politica di quell’area. Anche il personale politico “arancione” rivendica la propria discontinuità rispetto alle politiche dell’era sovietica e della prima fase post-sovietica. Il paper si propone di analizzare il profilo dell’élite politica “arancione” per avviare una comparazione con il tradizionale quadro politico sovietico e con i “nuovi politici” della prima fase post-indipendenza. Il metodo di analisi è quello posizionale. Oggetto dell’analisi sono i Capi di Stato e i Primi Ministri dell’Ucraina indipendente nella loro formazione, estrazione sociale e professionale, provenienza geografica. Si sottopone a verifica la validità dei tradizionali schemi di interpretazione della competizione tra le élite dell’era sovietica e post-sovietica: rivoluzionari di professione, quadri, nomenclatura politica, nomenclatura economica; nonché verificare l’efficacia di nuovi modelli di classificazione delle élite, di taglio più generalista: politici professionali, politici-businessmen, politici teocratici; se non, infine, rilevare l’adeguatezza di criteri di analisi pre-moderni: partito del potere, clan.

3.3.2. Scarica il paper in pdf Political Elites in (Italian) America

Ottorino Cappelli

Abstract

The paper intends to shed a whole new light on how descendants of Italian immigrants entered mainstream America through the political process, were influenced by it, and actually contributed to determine its shape and modes of operation. The paper presents the first results of the Oral History Archive (OHA) project recently started by the John D. Calandra Italian American Institute (Queens College, CUNY). In its initial step, it focuses on both current and former assembly members and senators in the state of in New York, a pool of over fifty people most of whom long-time incumbents in their districts. On each of these individuals, there is a conspicuous amout of information coming from official sources, the local press, and the Internet; these materials offer political profiles and enriched with data about the socio-economic, demographic and political composition of the relevant districts; and including: heritage, family and neighborhood, early community activity, initiation to politics, party life and campaigning, the legislative experience, and the representation of constituency interests.

3.3.3. Scarica il paper in pdf Le policy élite di Obama: il Medio Oriente e la riforma del sistema sanitario

Mattia Diletti e Mattia Toaldo

Abstract

Questo paper indaga, da un lato, i cambiamenti all'interno dell'elite di politica estera americana avvenuti con l'elezione di Barack Obama e, dall'altro, il cambiamento di cultura e strategia delle policy élite impegnate in issue di politica interna. Nel primo caso, l'analisi si focalizzerà sulle politiche riguardanti la regione mediorientale. Nel secondo caso si orienterà sulle strategie messe in atto dalla presidenza per creare consenso attorno alle “novità” dell'amministrazione (le attività di Organizing for America, le strategie della Presidenza nei confronti del Congresso e dei Governatori). Il caso del Medio Oriente. Già a partire dal 2006 nella foreign policy community di Washington si è vista una reazione realista rispetto alla prevalenza degli ideologhi dell'amministrazione Bush. Con maggiore evidenza con la presidenza Obama si è avviato un approccio di “pragmatic consensus” orientato alla stabilità regionale e a un nuovo equilibrio più favorevole agli Stati Uniti dopo il fallimento iracheno. Di questo “consenso” fanno parte diversi soggetti: esponenti del vecchio establishment di politica estera, e anche delle amministrazioni Clinton; esperti dei nuovi think tank progressisti come il Center for American Progress e la New America Foundation; intellettuali e analisti non sempre di provenienza americana ma saldamente inseriti nei maggiori think tank bipartisan; vecchi e nuovi esponenti del realismo repubblicano. Il paper, dopo aver analizzato tutte le componenti del pragmatic consensus, le confronterà alla prova di due dossier specifici: quello iraniano e quello del processo di pace. Su questi due argomenti si vedranno le reazioni e le proposte all'interno della foreign policy community. Il caso della riforma del sistema sanitario. L'obiettivo di questa seconda parte del paper è quella di mettere a confronto i diversi profili delle policy élite, coinvolte nella revisione del più importante settore economico degli Stati Uniti (il 18% del pil: per dare un termine di paragone l'industria militare non arriva al 5%). Rispetto al 1993 (anno fallimento proposta Clinton) le novità principali sembrano essere due: un clima più favorevole nell'opinione pubblica e soprattutto l'attività di mobilitazione a sostegno della riforma di Organizing For America (OFA), l'organizzazione affiliata al Democratic National Committee nata dal processo di istituzionalizzazione dei gruppi locali che avevano partecipato alla campagna elettorale del 2008. La creazione di OFA - che conta 13 milioni di affiliati - rappresenta una delle più importanti novità del sistema politico americano, avvenute a seguito dell'elezione di Barack Obama.

3.3.4. Il ruolo delle elite teocratiche in India: un fenomeno ancora rilevante?

Emiliano Caviglia e Vera Mazzara

Abstract

Lo scenario politico indiano negli ultimi venti anni ha visto l’emergere di elite teocratiche di matrice Hindù, rappresentate principalmente dal partito del Bharatiya Janata Party (BJP). L’influenza di tale soggetto politico si è estesa ben oltre i confini delle competizioni elettorali, andando ad intaccare le basi secolari dell’India contemporanea. Il paper ha lo scopo di analizzare l’evoluzione e l’involuzione di tale soggetto al fine di comprendere se, nonostante la recente sconfitta subita alle elezioni generali del 2009, il BJP rappresenti ancora un soggetto capace di influenzare le sorti dello stato Indiano. La metodologia di ricerca è basata su uno studio approfondito del voto. Dopo le recenti elezioni Indiane la maggior parte degli osservatori non ha perso troppo tempo nel decretare una schiacciante vittoria del Congresso a scapito del BJP. Si è parlato di un voto secolare, di un voto contro il fondamentalismo Hindù, di un voto contro la violenza e il comunitarismo. La sconfitta del BJP è stata collegata ad una campagna elettorale sotto molti aspetti deludente e caratterizzata dalla violenza delle parole e dei temi utilizzati da alcuni leader. Nonostante questo il BJP ha mantenuto alcune sue roccaforti ancora intatte, soprattutto nel nord e nelle regioni caratterizzate da una forte crescita economica e strategiche per il futuro indiano. Il paper descrive la performance del partito del BJP, attraverso un’analisi del voto, passando per la campagna elettorale e verificando chi, come e dove abbia continuato a votare per il BJP, mettendo in evidenza come il vero sconfitto sia stato il terzo fronte (la sinistra indiana). In realtà il partito di Advani è riuscito a conservare una base elettorale cospicua nonostante molti proclami che lo davano per finito.

3.3.5. L'élite politica in Cina: la lotta tra le fazioni sulle politiche sociali

Marisa Siddivò