XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Paper Room

10. Regionalismo e Politiche Locali

10.2. Politica e politiche nelle Regioni
Chairs: Brunetta Baldi
Discussants: Ekaterina Domorenok e Stefania Profeti

10.2.1. Immigrazione e rendimento istituzionale delle regioni italiane

Tiziana Caponio e Francesca Campomori

Abstract

Nonostante le regioni abbiano assunto nel corso degli ultimi anni, soprattutto per effetto dei processi di federalizzazione delle politiche di welfare, un ruolo centrale nella definizione di molti degli interventi in materia di immigrazione, di fatto non si dispone al momento di indagini sistematiche su queste politiche, e i pochi studi esistenti si basano su dati spesso frammentari. Attraverso l'analisi puntuale dei documenti di programmazione annuali e triennali (dal 2000 al 2008), a cui le regioni sono tenute secondo quanto previsto dalla legge n.40/1998 (nota come Turco-Napolitano), il saggio intende analizzare il rendimento istituzionale delle politiche regionali per l'immigrazione, così come inteso dal noto studio di Putnam (1993). A tal fine sono state individuate quattro dimensioni principali di rendimento: 1) il livello di istituzionalizzazione della policy; 2) la qualità dei contenuti dei programmi di politiche; 3) la qualità del sistema di implementazione; 4) l'accessibilità delle informazioni relative alle politiche in oggetto. I risultati rivelano una certa persistenza del robusto cleavage che separa il centro-nord dal sud, pur se con alcune eccezioni da annotare. L'Abruzzo in questa analisi guadagna infatti diverse posizioni rispetto alla fotografia di Putnam, mentre la Liguria pare seguire il percorso opposto. La Campania, rispetto all'analisi di Putnam, in cui il rendimento risultava minimo, nella nostra analisi per le politiche per gli immigrati si colloca in una posizione medio-bassa, ma non fa parte del gruppo delle “peggiori”, come invece accade per la Calabria. La Lombardia, infine, tradizionalmente connotata da un livello di rendimento medio-alto, si colloca alla pari con Puglia e Sardegna e ottiene un indice di rendimento medio-basso.

10.2.2. Scarica il paper in pdf Le politiche di assistenza sociale: tra regionalizzazione e differenziazione

Ilaria Madama

Abstract

La letteratura sulle trasformazioni dei confini territoriali dei sistemi di protezione sociale (cfr. Ferrera, 2005) ha messo in luce come le unità territoriali sub-nazionali (in particolare, le regioni) stiano acquisendo nuova rilevanza, proponendosi come “nuovi e peculiari spazi delimitati da confini”, relativamente autonomi in alcuni settori della protezione sociale. Il caso italiano appare particolarmente interessante a questo riguardo: dagli anni Settanta, infatti, l’architettura istituzionale del nostro paese è andata trasformandosi a seguito del processo di regionalizzazione che, dopo aver conosciuto una sensibile accelerazione negli anni Novanta, è culminato nell’approvazione della riforma costituzionale del 2001. Il paper indaga l’emergere di nuovi “spazi” di cittadinanza sociale con riferimento alle politiche di assistenza sociale, un settore di policy in cui i livelli meso hanno tradizionalmente rivestito un ruolo di primo piano. Più nel dettaglio, il contributo si articola in tre sezioni. La prima è dedicata alla ricostruzione dell’evoluzione storica delle politiche di assistenza sociale in Italia, evidenziandone le interazioni con il processo di regionalizzazione. La seconda presenta un’analisi della differenziazione raggiunta sul territorio nazionale in termini di programmi, spesa e copertura, mettendo in luce come in alcuni contesti regionali - in un’ottica di region building - questo settore di policy abbia rappresentato una via per il rafforzamento istituzionale dei governi sub-nazionali offrendo opportunità sia di legittimazione interna che di differenziazione esterna. Infine, il paper si conclude con la terza sezione in cui si avanzano alcune ipotesi circa i fattori di natura principalmente politico-istituzionale che possono contribuire a spiegare la differenziazione osservata.

10.2.3. Scarica il paper in pdf L’impatto dell’europeizzazione sullo stile di policy regionale: il caso delle Marche

Andrea Prontera

Abstract

Negli ultimi anni le regioni italiane hanno acquisito un peso crescente in settori di intervento da cui erano tradizionalmente escluse. Questo processo è il frutto di un insieme di diversi fattori politici e istituzionali, che hanno ridefinito il ruolo delle regioni nei processi di policy spingendole in alcuni casi a sperimentare modalità di governo innovative rispetto al passato. Nel campo delle politiche di sviluppo locale queste trasformazioni sono state influenzate, oltre che dalle riforme intraprese a livello nazionale e dall’affermarsi di paradigmi dello sviluppo che assegnano un ruolo maggiore all’attivismo degli attori territoriali, anche da una serie di politiche europee di cui quelle regionali sono sicuramente le più rilevanti. Le politiche regionali europee hanno spinto diverse regioni a mettere in campo strumenti e pratiche amministrative nuove e ad assumere un ruolo spesso inedito di coordinamento e guida nella governance dello sviluppo locale. L’impatto dell’europeizzazione, come fattore di innovazione, è molto significativo in tutti quei contesti in cui i governi regionali hanno giocato un ruolo marginale nella guida degli attori locali e nell’impostare le traiettorie di sviluppo sul territorio. Le Marche costituiscono uno di questi casi. Come in altri sistemi di piccola impresa, infatti, si caratterizzavano per una modalità di regolazione dello sviluppo il cui stile di policy era distante da quello insito nei principi e nelle pratiche delle politiche regionali europee improntate alla programmazione e concertazione degli interventi. Il paper si propone di analizzare l’impatto complessivo delle politiche regionali europee sull’istituzione regionale e sul suo stile di policy, valutando anche i meccanismi che hanno portato alla diffusione delle innovazioni prodotte nel campo dei fondi strutturali in altri settori di intervento. Nelle Marche, infatti, fin dalla seconda metà degli anni novanta è in atto un dibattito sulla trasformazione del modello di sviluppo, con la conseguente necessità di riformulare le modalità di intervento del governo regionale e le capacità e i modi di operare della pubblica amministrazione. Questo processo ha prodotti i primi risultati all’inizio del nuovo millennio, quando la Giunta regionale ha fatto proprie le proposte di una ‘nuova stagione’ della programmazione regionale. Capire se e come l’europeizzazione ha contribuito alla realizzazione di questo cambiamento risulta particolarmente interessante, sia per valutare appieno il potenziale di innovazione insito nelle politiche comunitarie al di là dei loro diretti settori di impatto, sia per analizzare i complessi meccanismi di funzionamento collegati allo stesso processo di europeizzazione.

10.2.4. Politica regionale europea: stessa policy, diversi outcome. I casi del meridione italiano e spagnolo e l’evoluzione delle rispettive arene politiche regionali

Domenico Gullo e Jorge Tuñón

Abstract

L’obiettivo del paper sarà quello di delineare, e comprendere, l’evoluzione del potere politico in alcune regioni spagnole e italiane che sono state coinvolte dalla politica regionale europea. Punto di partenza sarà l’analisi delle dinamiche in base alle quali una stessa politica abbia avuto un così differente output in questi due paesi, almeno dal punto di vista economico. Per svolgere questo compito in modo opportuno abbiamo deciso di concentrarci su quattro regioni: Campania e Sicilia da un lato, e Andalusia e Canarie dall’altro. Queste quattro realtà regionali, che si trovano nel meridione di entrambi i paesi, hanno in comune una lunga storia di arretratezza economica, un radicato provincialismo politico e un’amministrazione pubblica regionale numericamente importante. Queste ultime due caratteristiche saranno alla base della nostra ricerca, allo scopo di capire i differenti trends che negli ultimi venti anni hanno coinvolto queste regioni. L’analisi potrà essere svolta grazie ad uno studio approfondito sull’utilizzo fatto da queste quattro regioni dei fondi strutturali durante il periodo di programmazione 2000-2006, e le prospettive per il periodo di programmazione 2007-2013. Partendo dai dati economici cercheremo di comprendere l’impatto di questa politica sugli equilibri di potere all’interno di queste arene politiche regionali. Nello specifico, ci concentreremo sulle azioni finanziate, la programmazione e i controlli effettuati (interni ed esterni), e su coloro che, durante questo periodo, hanno svolto un ruolo chiave. L’obiettivo finale di questo paper sarà comprendere e comparare quali siano state l’evoluzioni delle arene politiche regionali avvenute in questi anni grazie alla lente offertaci dalla politica regionale europea.