XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Paper Room

7. Amministrazione e Politiche Pubbliche

7.3. Strategie e strumenti di politica pubblica: pubblico, privato e terzo settore
Chairs: Andrea Lippi
Discussants: Giliberto Capano

7.3.1. Scarica il paper in pdf Strumenti per la programmazione negoziale: lo spazio della politica

Lavinia Bifulco

Abstract

In molti paesi europei, la negoziazione è diventata parte integrante delle strategie e degli strumenti di policy. In Italia le politiche per lo sviluppo locale costituiscono il campo più maturo e riconoscibile di una “nuova stagione” delle politiche pubbliche basata sulla mobilizzazione e sul coordinamento di una molteplicità di attori, pubblici e privati. Ma si tratta di un fenomeno trasversale che, incrociandosi con i processi di (ri)localizzazione, interessa soprattutto i contesti municipali e regionali. Altri casi significativi sono le politiche di riqualificazione urbana e le politiche socio-assistenziali. Un elemento comune è l’adozione di strumenti di programmazione o progettazione negoziale che prevedono la stipula di accordi formalizzati e la creazione di arene decisionali aperte alle società locali e alle sue forme organizzate. In molti casi, è la stessa gestione di interventi e servizi ad assumere la forma di compagini miste pubblico-private. Il paper si concentra su due strumenti di programmazione negoziale in Italia: i piani sociali di zona e i contratti di quartiere. La base empirica di riferimento è costituita da alcuni casi studio realizzati in diversi contesti regionali e municipali. L’obiettivo è analizzare le dinamiche collegate all’uso di questi strumenti nell’ambito della governance locale con riferimento particolare allo spazio e al ruolo della politica. L’ipotesi è che sia implicato un cambiamento della politica (locale) in direzione di un’accentuazione dei suoi aspetti consensualistici.

7.3.2. Scarica il paper in pdf Né pubblico, né privato: la depublicizzazione dei servizi di pubblica utilità in Italia

Nicola Giannelli

Abstract

I servizi di interesse pubblico riguardano settori vitali della vita pubblica di un paese. Durante il secolo scorso abbiamo assistito a imponenti processi di creazione di questi servizi e di mutamento della natura pubblica o privata della loro gestione. Si fronteggiano diverse visioni politiche, economiche e sociali del rapporto tra poteri pubblici e privati. Nell’ultimo ventennio la crisi finanziaria del welfare state ha accentuato le ragioni del dibattito pubblico. I valori a confronto riguardano l’adesione ai fini collettivi di questi servizi e la loro efficienza gestionale. Problemi di programmazione e di controllo si intrecciano con le esigenze della classe politica di mantenere o estendere i propri spazi di influenza. Nel contempo le dinamiche delle imprese portano a processi di concentrazione industriale. Questi processi di trasformazione amministrativa e gestionale investono i meccanismi della governance del territorio allargando gli ambiti nei quali il contratto si sostituisce al comando nel rapporto tra stato e cittadini. Questo paper tenta un’analisi delle caratteristiche e delle conseguenze di questo processo di depublicizzazione e contrattualizzazione del controllo dei servizi nel rapporto tra poteri pubblici e territorio in Italia.

7.3.3. Scarica il paper in pdf Questioni di governance

Alessia Damonte

Abstract

Il paper definisce la governance come la distribuzione di entitlement decisionali necessari a dare corpo alle varie fasi del ciclo di policy, dall'agenda setting alla messa in opera, e perciò come la prospettiva analitica che consente di cogliere i caratteri del sistema politico in azione e le possibili debolezze istituzionali del policymaking. Su questa falsariga, il paper si propone di ricostruire l'infrastruttura istituzionale generata dalla legge obiettivo e dalla successiva regulation per le cosiddette infrastrutture strategiche; di identificarne le fragilità; e di proporre alcune riflessioni sugli assetti del sistema politico italiano.

7.3.4. Scarica il paper in pdf “Chi è il politico?” Attori privati e processi di policy-making

Chiara Carrozza

Abstract

Mentre è ormai assodato – fin dal lavoro pionieristico di Pressman and Wildavsky del 1973 – che le istituzioni si trovano di norma nella condizione di non poter realizzare i progetti pubblici senza qualche forma di collaborazione o assistenza che proviene dall’esterno dell’arena politica, un tema che resta sostanzialmente meno esplorato nel panorama degli studi di policy è il ruolo che tali contributi assumono nella costruzione, piuttosto che nella mera realizzazione, delle stesse politiche. Come hanno spesso evidenziato le analisi empiriche infatti, i processi di policy-making sono densamente popolati da un certo range di attori non convenzionalmente etichettati come politici (fra questi imprese, organizzazioni non profit o religiose, associazioni, gruppi di cittadini, esperti, società di consulenza, sindacati…). Questi attori appaiono talvolta acquisire ed esercitare funzioni astrattamente attribuibili ai decisori pubblici, ed impiegare repertori di azione a tutti gli effetti politici. Il riconoscimento che le scelte pubbliche si svolgono in uno scenario che appare difficile limitare all’arena delle istituzioni politiche apre ad alcune criticità, dal punto di vista teorico ed empirico. Dal punto di vista teorico, lo spostamento dell’attenzione verso le interazioni multiple esistenti fra diverse tipologie di attori coinvolte nella definizione e messa in opera di programmi pubblici spinge infatti a relativizzare le analisi centrate sulla decisione, o, più precisamente, a re-interpretarle in un quadro dinamico: il policy-making, lungi dal configurarsi come un processo orientato alla ricerca di soluzioni, appare piuttosto come uno spazio politico (policy domain cfr. Hajer 2003) permeabile in cui attori di diverso tipo discutono e formalizzano percorsi di azione. Dal punto di vista empirico, invece, il contributo riconducibile a tale coinvolgimento non appare semplice da definire o da schematizzare a priori, né nei contenuti (che tipo di risorse apporta nel policy-making: conoscenze tecnico-specialistiche, consenso, risorse finanziarie…?) né nella natura (che tipo di interazione si realizza con gli attori istituzionali: competitiva, collaborativa, strategica, subordinata…?) e ciò chiama in causa la necessità di quadri interpretativi che superino visioni modellistiche dell’interazione sociale. Il paper presenta una rassegna della letteratura internazionale orientata a costruire un quadro di sintesi su pratiche ed effetti connessi al coinvolgimento degli attori privati nei processi di policy-making, provando ad articolare la categoria, spesso ambigua, di attori privati. La proposta è orientata a contribuire al dibattito teorico sulla privatizzazione delle funzioni di governo e, in un’ottica più generale, alla sperimentazione di nuovi modi di concettualizzare l’azione pubblica contemporanea. Sotto il primo profilo, si tratta di riconnettere tale direzione di ricerca alla costruzione di quadri interpretativi che superino l’immagine delle privatizzazioni delle funzioni di governo nei termini della contrapposizione fra stato e mercato (e, nello specifico, del primato di una sfera sull’altra) e analizzino le privatizzazioni come processi di ridefinizione di funzioni, ruoli ed identità degli attori, dalle caratteristiche e dinamiche estremamente variabili. Sotto il secondo profilo si tratta di valutare in che misura schemi di analisi di tipo sequenziale (o a fasi) siano adeguati a interpretare le politiche pubbliche contemporanee, nel momento in cui diviene difficile tracciare confini netti fra chi propone, definisce ed attua attività rilevanti per la vita collettiva.