XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Paper Room

6. Partecipazione e Movimenti Sociali

6.3. Elezioni primarie: partecipazione popolare o controllo dei partiti?
Chairs: Silvia Bolgherini e Francesca Gelli
Discussants: Gianfranco Pasquino e Carlo Fusaro

6.3.1. Scarica il paper in pdf Movimenti collettivi contro partiti: la lotta per le primarie negli Usa. Una lezione per capire il caso delle primarie in Italia

Giuseppe Gangemi

Abstract

Parte Prima: gli USA 1821-1865: le primarie di partito dopo la riforma del suffragio e l’aumento delle cariche elettive 1865-1885: la critica al party despotism (partitocrazia) 1885-1915: il movimento per le direct primaries, il ruolo delle Corti Costituzionali statali e delle leggi di iniziativa popolare Una proposta per mettere ordine nel campo semantico delle primarie: caucuses, primaries, direct primaries, open direct primaries, closed direct primaries, partisan direct primaries, nonpartisan direct primaries, second ballot (!), etc. Il rapporto tra movimento per le primarie, Civil Service Reform Movement, National Short Ballot Movement e Populist Party. Parte seconda: l’Italia Considerazioni sul caso delle primarie in Italia, a partire da: 1) le mancate primarie di Venezia nel 2005, le primarie Pugliesi del 2005, le primarie di Belluno, Chioggia e Mira nel 2007; 2) i “plebisciti di partito” del 2005 e del 2007, altrimenti dette “primarie di Prodi” e “primarie di Veltroni”. Conclusioni: Il concetto di pubblico in Walter Lippmann e la nuova frontiera della democrazia americana La spirale del silenzio di Elizabeth Noelle-Neumann, una allieva di Paul F. Lazarsfeld Il concetto di pubblico in John Dewey e il tema delle politiche La petizione alla base della distinzione, di Daniel J. Elazar, tra primarie e plebiscito.

6.3.2. Scarica il paper in pdf Primary elections and chief executive selection. A comparison of France, Italy and United States of America.

Antonino Castaldo

Abstract

In the last decades primary elections has been increasingly used by political parties as method of candidate selections. In this research I focus my attention on three cases that show many differences from a political-institutional point of view: a parliamentary system with strong political parties (Italy); a presidential system with weak parties (USA) and a semi-presidential system with political parties of medium strength (France). The main goal of this research is to understand how the same instrument (primary elections) works in political and institutional systems showing a large degree of variety. Moreover, what kind of factors can explain resemblance and differences in the use of primary elections by the three cases analyzed? I split the primary election process in two phases (offer and outcomes), focusing my attention on the most prominent actors (elite, membership, electorate) and factors (political factors, formal-structural factors and electability/viability) involved in the process. The analysis shows that the political-institutional features of the three cases are less important than expected. It is in the type of relations among intra-party actors that we need to look at if we want to understand how and why the same instrument is used in such different ways in the three cases considered.

6.3.3. Scarica il paper in pdf Elezioni primarie, per la selezione delle candidature alle cariche elettive, e dinamiche interne ai partiti e alle alleanze partitiche: ipotesi e riflessioni

Antonino Anastasi

Abstract

La selezione delle candidature alle cariche elettive è tradizionalmente un compito di pertinenza delle organizzazioni dei partiti. Sebbene non sia un argomento tenuto in grande considerazione nella ricerca politologica, tuttavia c’è chi sostiene che questo tipo di attività istituzionale (la selezione dei candidati) – per le sue conseguenze sul sistema rappresentativo e sulla stessa stabilità democratrica – non potrà non avere un impatto diretto sul funzionamento del sistema politico. In virtù di questo o di analoghi punti di vista, ci sembra utile per lo sviluppo della ricerca cercare di esplorare le conseguenze sulla vita dei partiti e sulle dinamiche di rapporti interni alle coalizioni derivanti da o connesse con l’operazione di scelta delle candidature alle cariche elettive mediante lo strumento delle primarie dirette. Sotto questo profilo, il punto di riferimento empirico di questo paper è costituito dalle ricerche (in aumento in questi ultimi anni in Italia ) che hanno come oggetto l’esperienza di elezioni primarie per scegliere il candidato alla carica di sindaco ( oppure di presidente di provincia o di regione) da parte di singoli partiti o di alleanze di partiti. Partendo dalla esperienza di ricerca realizzata personalmente a Palermo e da altre analoghe esperienza realizzate in altri contesti italiani, il paper si focalizza intorno a tre aspetti della relazione partiti/selezione delle candidature, mediante elezioni primarie, osservata sia nel corso del processo di realizzazione della policy sia nella fase successiva alla conlusione del processo stesso. Innanzituto proverò a ragionare su alcune ipotesi interpretative circa le possibili dinamiche negoziali e/o conflittuali che si producono nei partiti e tra partiti alleati nella fase in itinere del processi di messa in operadelle primarie, tenendo conto dei dati empirici disponibili. Cercheremo di capire, cioè, fino a qual punto le procedure della primaria in atto agevolano i partiti ad assolvere il loro compito di individuazione delle candidature, aiutandoli a ripianare e smussare divisioni e tensioni competitive tra personale politico e gruppi interni a un partito e quando invece, un’operazione cruciale per la vita politica e la funzione rappresentativa può diventare una occasione di resa dei conti tra logiche e razionalità diverse e inconcialiabili. Il secondo aspetto che si intende mettere in luce dati ed esperienze circa il tipo di mobilitazione popolare che i partiti sono in grado di suscitare e il tipo di cittadinanza democratica che gli stessi attori partitici sono interessati ad attivare alla luce di esperienze di realizzazione del processo elettorale primario. Cercherò, infine, di ragionare sulla seguente questione: se è vero che le elezioni vere e proprie (cioè a dire i processi in cui si esercita la sovranità popolare) nelle democrazie rappresentative si prefiggano, tra i loro scopi istituzionali, di definire e di (ri)strutturare i rapporti tra le forze politiche (sistemi di alleanze e strutturazione del rapporto maggioranza/opposizione) e di istituzionalizzare e ritualizzare i confltti tra ideologie e opposti programmi di governo nell’ambito del sistema politico (inteso come arena democratica), cosa può succedere con la celebrazione di primarie, se si trasforma l’organizzazione di partiti e/o l’alleanza tra partiti in una arena competitiva mediante la chiamata alle urne di un elettorato popolare (seppure di una stessa un’area politica)? Ci sembra utile, in altri termini, capire se le conseguenze in termini di contrasti e conflitti interni ai partiti o tra partiti alleati cusati dalle elezioni vere e proprie siano paragonibili alle turbolenze e ai conflitti causati dall’uso delle primarie come strumento dei partiti e delle coalizioni per designare i loro candidati interni.

6.3.4. Scarica il paper in pdf La partecipazione elettorale nelle primarie comunali del 2009

Fulvio Venturino

Abstract

Nei cinque anni compresi fra il 2004 ed il 2008 si sono complessivamente tenute 115 primarie comunali per la scelta dei candidati sindaci. Il ricorso a questa pratica è in larghissima parte da imputarsi all’iniziativa della coalizione del centro-sinistra e – dal 2007 − del Partito Democratico. Nel solo autunno-inverno 2008-2009 si sono tenute in Italia oltre 170 primarie per la scelta dei candidati sindaci in vista delle elezioni comunali previste per il giugno del 2009. La crescita esponenziale del ricorso alle primarie è in parte dovuto al grande numero di amministrazioni comunali – oltre 4.000 – per cui è prevista la scadenza elettorale. Ma è anche una conseguenza della istituzionalizzazione delle primarie all’interno del centro-sinistra e del Partito Democratico, e in misura minore dell’allargamento del ricorso alle primarie da parte dei movimenti civici. Questo paper fornisce una descrizione della diffusione delle primarie comunali del ciclo elettorale del 2009 per ciò che concerne: • i promotori: coalizione di centro-sinistra; Partito Democratico; liste civiche • la distribuzione geografica: comuni inferiori, superiori e capoluoghi; regioni; zone geo-politiche. Inoltre verranno analizzate alcune variabili relative alle elezioni primarie: • distanza temporale fra elezioni primarie e comunali • candidati: numero, genere, partito di appartenenza • partecipazione elettorale • competitività • rendimento elettorale alle comunali: percentuale di candidati primari vincitori alle comunali; percentuale di voti ottenuta dai candidati primari alle comunali; percentuale di voti ottenuta dalle liste collegate ai candidati primari (per i comuni superiori).

6.3.5. Scarica il paper in pdf Le primarie bolognesi fra partecipazione e partiti

Antonella Seddone e Marco Valbruzzi

Abstract

Il paper proposto prende in esame le elezioni primarie bolognesi. Il caso di Bologna è esemplare poiché consente di approfondire la riflessione sul (discusso) rapporto che lega partiti e partecipazione alle elezioni primarie. Il ruolo giocato dal Partito Democratico in occasione delle primarie bolognesi ha evidentemente avuto delle ripercussioni a livello partecipativo. Lo scopo di questo lavoro è di rintracciare nelle caratteristiche dei partecipanti i segni dell’influenza esercitata dal partito in occasione di queste primarie. Attraverso i dati di survey, raccolti mediante exit-poll nel giorno del voto, ricostruiremo la partecipazione politica garantita dai bolognesi a queste primarie. La preliminare distinzione degli orientamenti di voto in caso di un’eventuale sconfitta del candidato prescelto ci permetterà di analizzare le caratteristiche del selectorate bolognese e, soprattutto, di indagarne il rapporto con il partito promotore.

6.3.6. Scarica il paper in pdf Le primarie fiorentine: competitività, elettori e strategie

Antonella Seddone, Marco Valbruzzi

Abstract

Il paper proposto prende in considerazione le primarie fiorentine. Seppure le primarie siano ormai entrate a far parte degli strumenti di cui i partiti dispongono per promuovere partecipazione esistono ancora molte perplessità circa l’esito e le conseguenze che queste particolari elezioni possono produrre proprio sui partiti, sulla loro struttura e coesione interna e non di meno sui risultati delle elezioni generali. La competitività registrata e il carattere conflittuale della campagna elettorale condotta dai singoli candidati rendono il caso fiorentino ancor più interessante. Il punto su cui focalizzeremo la nostra analisi sono le strategie dichiarate dagli elettori nell’eventualità di una sconfitta del candidato prescelto. Utilizzeremo dati di survey raccolte mediante exit-poll nel giorno delle elezioni primarie. Differenziando gli atteggiamenti strategico-razionali degli elettori fiorentini cercheremo di ricostruire la partecipazione alle primarie fiorentine.