XXIII Convegno SISP
Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11
Paper Room
6. Partecipazione e Movimenti Sociali
6.2. Oltre partiti ed elezioni: una nuova destra radicale europea?
Chairs: Manuela Caiani e Giorgia Bulli
Discussants: Riccardo Marchi e Lorenzo Mosca
6.2.1. Il ciber-odio in Spagna. Spazio di propaganda e strumento di mobilitazione dei gruppi estremisti iberici
Linda Parenti
Internet è diventato anche in Spagna uno strumento privilegiato per la propaganda e la diffusione dell’odio. La rete non è l’unico strumento di comunicazione utilizzato da organizzazioni estremiste di destra, tuttavia Internet comprende propaganda, dibattito, distribuzione di musica, video o altra mercanzia, reti di relazioni con gruppi internazionali razzisti e antisemiti dell’estrema destra. Le pagine web e i forum in Internet sono ormai diventati una costante in Spagna così come in altri paesi europei, alcuni con più di dieci anni di presenza nella rete. Gruppi ultras, organizzazioni neo-naziste e antisemite, nostalgici del franchismo si danno appuntamento online in alcuni casi per organizzare poi azioni concrete (nel 2006 è avvenuto in Spagna il primo caso di condanna di un sito web di estrema destra). In Spagna, i gruppi estremisti fino al 1997 erano solo strumento di diffusione di informazioni spesso prese da siti web di fama internazionale come Stromfront o ‘i cavalieri del Ku Klux Klan’, ma in alcuni anni questi website hanno moltiplicato la loro presenza. Oggi si possono contare centinaia di siti Internet riconducibili ad organizzazioni neonaziste o a gruppi skinhead e che si definiscono parte di una stessa comunità nazi. Si tratta di una costellazione di lingua ispanica che ha reti con il mondo dell’estremismo di destra internazionale. L’elemento più interessante è il processo di organizzazione che il neonazismo riesce a sviluppare dalla rete. In questo senso le organizzazioni dai loro siti danno consigli organizzativi e per azioni da compiere offline. Focalizzandosi sul caso delle organizzazioni estremiste spagnole ed effettuando una content analysis dei siti web di un campione di organizzazioni, questo paper intende esplorare la natura dell’estrema destra spagnola nella rete, concentrandosi sulla dimensione comunicativa e organizzativa dell’utilizzo del web da parte di questi gruppi. Particolare attenzione verrà posta sul ruolo di Internet nel processo di costruzione identitaria dei gruppi estremisti, così come nella capacità di usare la rete per la propria mobilitazione e le strategie d’azione.
6.2.2. La Destra Radicale Portoghese fra idee antiche, evoluzioni recenti e nuove strategie
Riccardo Marchi
La Destra Radicale Portoghese ha subito, negli ultimi venti anni, cambiamenti profondi. La destra radicale “storica”, proveniente dal Salazarismo e portatrice del mito multirazziale dell’Impero lusitano, è stata sostituita da una nuova destra radicale, caratterizzata da un pensiero profondamente etno-nazionalista. Due attori politici, in particolare, hanno prodotto questo cambiamento: il Movimento de Acção Nacional (MAN: 1985-1991) e il Partido Nacional Renovador (PNR: 1999, attualmente attivo). Mentre il MAN, in quanto movimento, ha introdotto in Portogallo il discorso politico e lo stile militante tipici delle destre più estreme e “gruppuscolari” dell’Occidente, il PNR, in quanto partito, ha preferito mutuare strategie propagandistiche ed elettorali dai partiti nazional-populisti europei di maggior successo. Essi hanno così guadagnato un’attenzione mediatica, spesso non corrispondente al loro reale peso sociale e politico. La sovraesposizione della violenza attribuita al MAN e il tenore apertamente xenofobo della propaganda ufficiale del PNR hanno conquistato il centro del dibattito pubblico, non traducendosi, tuttavia, in incremento significativo né di militanza né di seguito elettorale. Le vicissitudini giudiziarie dei dirigenti più esposti ma anche l’inattesa solidarietà da parte di intellettuali di rilievo, in nome della libertà di espressione, stanno attualmente contribuendo ad un cambiamento di strategia da parte del PNR, i cui risultati in termini elettorali, soprattutto a livello locale, non è ancora facile prevedere. Il paper si propone di analizzare la dinamica della destra radicale portoghese degli ultimi venti anni e presentarne le possibili evoluzioni.
6.2.3. L’estrema destra in Europa, tra annunci e comportamento di voto
Nicolò Conti
Numerosi studi dimostrano come l’euroscetticismo sia diventato uno dei pilastri ideologici dell’estrema destra. Si tratta di un tema che ha assunto particolare salienza nell’ambito del discorso pubblico di questa area politica, tanto da farne il principale schieramento dall’euroscetticismo assoluto. Il paper si propone di analizzare gli atteggiamenti sull’UE dell’estrema destra, prendendo in esame il livello di congruenza tra le dichiarazioni programmatiche di questa famiglia partitica e il comportamento di voto dei suoi europarlamentari, un approccio che permette di descrivere il problema nelle sue diverse articolazioni, dal discorso politico del party central office all’azione politica del party in public office.
6.2.4. In cerca di un'altra Europa. I tentativi di coordinamento organizzativo dell'estrema destra tra velleità e insuccessi
Marco Tarchi
Per la sua configurazione ideologica (contrassegnata dalla salienza degli elementi nazionalisti) e strutturale (caratterizzata nella maggior parte dei casi da precarietà e fluidità), l’estrema destra europea ha sempre incontrato molte difficoltà nei reiterati tentativi di costituire una rete di collegamento operativo a livello europeo. Tuttavia non ha mai voluto rinunciarvi, essendo un’idea astratta e mitizzata di Europa come crogiolo di civiltà e potenza “terza” rispetto ai due grandi imperi materialisti, Usa e Urss, da sempre uno dei cardini della cultura politica dei partiti e movimenti che le hanno dato voce. Lo scenario creatosi dopo il 1989 ha per un verso rafforzato in queste formazioni politiche l’aspirazione ad incarnare l’Europa autoctona ed “autentica” in contrasto con le tendenze cosmopolite del processo di globalizzazione, ma dall’altro le ha poste di fronte alla difficoltà di conciliare le mentalità e le esigenze espresse dai gruppi sviluppatisi nei paesi dell’Est e quelle rappresentate dai soggetti già da tempo operanti nell’area dell’Unione Europea. È andato così rafforzandosi la frattura, già esistente tra due famiglie in parte riconducibili alla stessa matrice: un’estrema destra “nazional-rivoluzionaria” ed una “destra radicale populista”, ciascuna delle quali ha cercato e cerca di costituire proprie forme di coordinamento sovranazionale. Il paper mira a ricostruire questi tentativi di coordinamento, con particolare riferimento alle dinamiche degli ultimi due decenni, tenendo anche conto delle prospettive aperte dal successo riscosso da alcuni partiti gravitanti in questa area politica nelle elezioni europee del 2009.






