XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Paper Room

5. Comunicazione Politica

5.3. Processi di disintermediazione e nuovi media
Chairs: Lorenzo Mosca e Cristian Vaccari
Discussants: Sara Bentivegna e Giorgio Grossi

5.3.1. Mediatizzare per disintermediare: il parlamento italiano alla prova tecnologica

Rosanna De Rosa

Abstract

Il paper propone un'analisi istituzionale del parlamento italiano con l'obiettivo di comprendere se e come le sue funzioni stanno cambiando in ragione dell'introduzione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei processi decisionali. Integrando la prospettiva macro (qual è l'impatto delle nuove tecnologie sul Parlamento nel suo insieme) alla prospettiva micro (come i parlamentari usano le Icts per comunicare con i media e con il proprio elettorato), si cercheranno di evidenziare i processi attraverso i quali il parlamento italiano risponde alla sfida tecnologica. In tale contesto, si analizzeranno in particolare: a) i processi di mediatizzazione grazie ai quali il Parlamento prova ad incidere sul suo assetto istituzionale ed a ritagliarsi uno spazio riservato di visibilità, b) l’utilizzo dei nuovi media come strategia per rinegoziare la centralità dell’istituzione nell’arena politica, c) la constituency communication come funzione istituzionale non accessoria della democrazia complessa.

5.3.2. Towards a Virtual Constituency? Comparative dimensions of MEPs online and offline constituency orientations

Jordanka Tomkova

Abstract

Little is known about ways through which members’ of the European Parliament (MEPs) incorporate Internet usage in their constituency work, but even less so is known the extent to which Internet usage affects the latter. Given that the constituency function (of MEPs) is primarily a communicative one, the principal question in the proposed paper is the extent to which MEPs exploit on-line platforms in their constituency work. And if so, how? Does the Internet platform enable MEPs to communicate differently and more directly with their constituents than they would via traditional media? In other words, is it conceivable that some conventional (offline) communicative aspects pertaining to constituency work are being entirely shifted online and new forms of MEP-public/ constituency outreach are thereby facilitated? Or, alternatively, is Margolis and Resnick’s (2001) politics as usual (null) hypothesis valid – does MEPs’ use of the Internet simply emulate political communicative behaviour that MEPs already conduct offline? To answer the above questions, unlike most approaches in Internet studies which tend to focus on online dimensions exclusively, the proposed paper takes an online–offline comparative approach. It measures and compares two dimensions of MEPs’ constituency outreach – i) explanation of political positions and ii) promotion of casework - both online and offline. Data used for the paper are supplied by the author’s recently conducted (2009) on-line survey of MEPs (2004-2009 session, N=159), website(s) coding and 21 interviews with MEPs. In addition to the concluding findings emerging from the survey, the paper equally tests the extent to which theoretical constructs from the offline world can be effectively applied to observe online behaviour.

5.3.3. The paradox of ‘‘the autonomisation of discourse diffusion’’: the case of the Internet use by French political parties

Gersende Blanchard

Abstract

The aim of this contribution is to assess what can be identified as a paradox of autonomous information diffusion in the context of online communication by French political parties. The use of the Internet enables entities, including political parties, to publicise directly their own messages, bypassing the journalists’ mediation and functions traditionally assumed by information mass media. Consequently, information can be diffuse directly by its source. However, the analysis of ten French political parties’ websites demonstrates that the majority of them reproduce information initially produced and edited by traditional mass media. While interviews of political parties’ webmasters indicate that the Internet should be an opportunity to bypass gate-keeping practices, the content of some French parties’ websites appears as a paradox. In reference to Daniel Dayan and Elihu Katz and their analysis of “disintermediation” process (Dayan & Katz, 1993), the presence of this kind of content on parties’ websites can be identified as a phenomenon of “re-intermediation” process, political parties assuming a selection function in addition to the one already undertaken by journalists. Such a situation illustrates the overlap of mediations rather than their disappearance. Moreover we notice the redefinition of the role of traditional information mediators. The purpose of this contribution is to demonstrate that mediations have become more complex; new types of actors, mastering new models of delivering and diffusing political information, have managed to make their way in the field of political communication. The questions of political communication evolution and the characteristics of the public sphere are raised.

5.3.4. La propaganda negativa e il web. Il caso americano

Marco Morini

Abstract

Le ultime presidenziali hanno evidenziato e confermato due caratteristiche essenziali delle campagne elettorali statunitensi recenti: il negative campaigning come tecnica di propaganda e l’utilizzo dei nuovi media come mezzo privilegiato di comunicazione e mobilitazione elettorale. Questo lavoro propone una classificazione organica della propaganda negativa e della struttura delle campagne elettorali in genere. Evidenziando, in particolare, l’emergere di una nuova tipologia di propaganda negativa, forgiatasi attraverso il sostanziale anonimato garantito dal web. La crescente importanza di internet come canale di comunicazione politica porta a ipotizzare l’esistenza di campagne elettorali a doppia struttura: una campagna “aperta”, ufficiale; e una faccia nascosta, preposta alla diffusione degli attacchi più virulenti. Inoltre, nella campagna nascosta, il candidato può non essere il committente della propaganda e sfruttare l’azione di gruppi indipendenti o di singoli utenti del web. Sotto questo aspetto, approfondiremo il caso estremo di negative campaigning, cioè quella che definiamo calunnia elettorale. Attraverso la Rete si possono infatti lanciare anonime campagne di attacchi personali, alle quali è difficile controbattere efficacemente, stante la sostanziale anarchia del web. La nostra opinione è che il mudslinging leda le fondamenta del dibattito democratico. Nello specifico abbiamo analizzato il caso “Obama è musulmano”, osservando come una semplice calunnia, seppur basata su elementi reali di possibile suggestione, possa influenzare una quota di elettorato non marginale. Tuttavia, dimostreremo come è proprio quando la calunnia emerge da internet e si propaga ai media tradizionali ed al grande pubblico che trova la sua fine. Messa di fronte alla verifica del proprio contenuto, il messaggio non regge e il caso si sgonfia.

5.3.5. La comunicazione politica cross-mediale. Il caso YouDem

Francesco Ruscelli

Abstract

Il progetto YouDem del Partito Democratico rappresenta un originale esempio di sperimentazione di un sistema di comunicazione politica fondato sul principio della cross-medialità: tale principio - nell’applicazione che ne ha fatto questo partito politico - si basa sull’utilizzo congiunto e complementare di più strumenti di comunicazione; un canale TV satellitare, un portale internet che utilizza oltre a blog, forum, etc anche strumenti per il Social networking on-line - come Facebook, Twitter, Flickr, YouTube, etc. - e di Social bookmarking - che consentono di condividere notizie -, su una social TV, su una webradio, oltre che su un quotidiano in carta stampata. Un approccio cross mediale di questo tipo consente al PD oltre ad un utilizzo della rete nella sua dimensione verticale anche la compresenza di un flusso comunicativo orizzontale interattivo che sfruttando l’opportunità dell’uploading di contenuti video resa possibile dai nuovi media ha nella nuova figura dell’utente-militante uno degli elementi più interessanti di caratterizzazione e novità politica rispetto al passato; l’aumento della produzione di flussi informativi autonomi consente, inoltre, al PD di implementare la funzione di disintermediazione della comunicazione garantendo al partito un proprio autonomo flusso comunicativo di informazioni e di messaggi politici in grado limitare ulteriormente l’effetto di intermediazione giornalistica operato dai media tradizionali. Nell’affrontare le caratteristiche generali della comunicazione politica cross-mediale di questo partito e concentrandoci in modo specifico sul caso YouDem cercheremo di comprendere come sia nato questo progetto, se vi siano stati o meno modelli ispiratori, come funzioni e quali ne siano le caratteristiche e le utenze, nonché l’utilizzo che sta avendo e le prospettive future del progetto stesso.

5.3.6. Il repertorio di comunicazione dei centri sociali attraverso le applicazioni del web 2.0

Alice Mattoni e Matteo Cernison

Abstract

La diffusione delle cosiddette applicazioni del Web 2.0, come i servizi di “social networking” Facebook e Myspace e i portali come Flickr e Youtube, è spesso considerata un elemento in grado di influire sulla capacità dei movimenti sociali di diffondere informazioni senza ricorrere ai media tradizionali e sull’abilità di rafforzare la rete di comunicazione tra gli attivisti. L'articolo presenta uno studio preliminare sul modo in cui un campione di centri sociali utilizza le applicazioni del Web 2.0. Numerose ricerche empiriche si concentrano sull’interazione tra una particolare tipologia di attore sociale e uno specifico servizio Web 2.0, ma sono ancora rari gli studi che comparano l’utilizzo di diverse applicazioni Web 2.0 da parte della stessa tipologia di attore. L’articolo si propone di colmare questo vuoto, attraverso una mappatura preliminare del repertorio di comunicazione online di un campione di centri sociali italiani. La prima parte discute la rilevanza di questo genere di studi comparativi per approfondire alcuni concetti emergenti negli studi di comunicazione politica, come quello di ‘disinteremediazione‘ e ‘repertorio di comunicazione’. La seconda parte considera le scelte metodologiche necessarie per affrontare studi comparativi focalizzati non tanto un singolo studio di caso, ma sulla ricostruzione analitica del repertorio di comunicazione online. L’intento è di comprendere le diverse strategie comunicative utilizzate dagli attori politici e i diversi effetti sui processi di disintermediazione, derivanti sia dalla struttura specifica dell’applicazione Web 2.0 osservata, sia dalle scelte dell’attore politico in questione. Le conclusioni presentano un modello preliminare di repertorio di comunicazione basato sul Web 2.0.

5.3.7. I social media fra partecipazione e networked individualism

Giovanna Mascheroni

Abstract

A cavallo fra il 2008 e il 2009 abbiamo assistito all’imporsi del fenomeno dei social network anche in Italia, dove gli iscritti a Facebook sono cresciuti dai 250.000 circa del gennaio 2008 agli oltre 9 milioni e mezzo dell’aprile successivo. Non stupisce, quindi, che in occasione della campagna per le Europee, la presenza online di partiti e candidati sia stata massiccia anche nei social media. La potenzialità del web 2.0 quale rimedio alla disaffezione giovanile per la politica è un topos ricorrente nel dibattito scientifico e giornalistico (Loader 2007). Tuttavia gli usi dei social media come risorse per la partecipazione politica giovanile sono ancora un tema poco esplorato. Il paper discute i risultati di uno studio a carattere esplorativo, che ha combinato l’analisi della comunicazione politica istituzionale (siti, blog, profili e gruppi di fandom politico in Facebook, canali YouTube) con una prima e parziale esplorazione dei significati attribuiti alle pratiche comunicative top-down e a quelle “dal basso” nella cultura giovanile contemporanea. Due sono le tendenze emerse dai focus group: da un lato il web 2.0 si conferma uno strumento per mobilitare solo chi possiede già un interesse verso la politica (Couldry et al. 2007). Dall’altro, le pratiche di partecipazione online si collocano all’interno di mutamenti sociali più ampi, come l’emergere di un nuovo modello di socialità - il networked individualism di Castells (2001) – e l’affermazione di pratiche di cittadinanza che hanno al centro l’identità e gli stili di vita, come nel consumerismo politico (Micheletti et al. 2003; Ward 2008).

5.3.8. Elections, Society and Cyber-Political culture: Use of new technologies during the 2008 Spanish General Election

Monica Poletti e Víctor Sampedro

Abstract

In this paper we analyze the increasing importance of new technologies in the Spanish political context, during the general election of 2008. Our aim is to document present changes and future trends of cyber political culture in Spain and more generally in Southern European countries. The perspective is bottom up: we compare uses, motivations and perceptions that several groups of citizens hold about ICT innovative trends and of their political, electoral and democratic impact. People were selected on the dimensions of age, political ideology and activism profile, and two discussion groups were organized for each dimension, for a total of six. We explore whether a generational digital divide exists, or whether ideological self-positioning and partisan or social activism make a difference. The resulting picture is a complex one, in which traditional differences among groups blur, no clear difference between technophobes and technophiles can be drawn, and pro-democratic tones are used together with harsh criticism of the use that political parties make of ICT.