XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Paper Room

5. Comunicazione Politica

5.2. Diritti di cittadinanza e nuovi ambienti digitali
Chairs: Francesco Amoretti e Claudia Padovani
Discussants: Stefano Rodotà

5.2.1. Scarica il paper in pdf Sicurezza pubblica e cittadinanza in rete

Gianpasquale Preite

Abstract

L’utilizzo di internet su scala globale, le specificità funzionali dei nuovi media e la diffusione delle ICTs aprono nuovi scenari di riflessione che coinvolgono modelli sociali, politici ed economici con effetti sulla sicurezza pubblica, sulle forme di partecipazione democratica e sulla tutela della sfera privata. Se da un lato lo scambio di conoscenza diviene strategico per la gestione del cambiamento, dall’altro è necessario ripensare le condizioni per definire il valore dell’informazione digitale e valutare le aspettative giuridiche, i diritti fondamentali, i diritti di cittadinanza in rapporto a sistemi di governo, pratiche di sorveglianza e nuovi dispositivi di controllo. Si tratta di una prospettiva di particolare rilevanza se analizzata in termini di sicurezza pubblica, nel cui ordine rientrano la riprogettazione di categorie repressive e la contestuale rivisitazione degli strumenti di tutela legittimati dall’evoluzione del terrorismo internazionale che rappresenta un fattore di accelerazione per lo sviluppo di sistemi ICTs altamente integrati finalizzati a supportare l’azione dei governi e delle autorità nazionali e internazionali nella lotta alla criminalità ed al terrorismo. In particolare, le attuali esigenze di protezione, sicurezza e prevenzione risultano perseguibili solo attraverso tecniche e dispositivi di controllo in rete che superano i limiti delle tradizionali metodologie di riconoscimento ed in cui il bilanciamento tra sicurezza e privacy richiede la ricerca di un equilibrio dinamico tra esigenze contrapposte. Con queste premesse l’obiettivo della ricerca è quello analizzare le condizioni per la realizzazione del bilanciamento sicurezza/privacy nella società della conoscenza, in una prospettiva di compatibilità con le garanzie e i diritti dell’era digitale. In particolare, il contributo si propone di presentare un’analisi ricognitiva che dal diritto di habeas corpus della tradizionale cultura giuridica europea, perviene alla garanzia di habeas data, attraverso il processo di autodeterminazione informativa in rete.

5.2.2. Nuovi media e privatizzazione della sfera pubblica

Carlo Formenti

Abstract

Il tema della progressiva erosione del confine fra pubblico e privato - un fenomeno le cui origini vengono fatte coincidere, da autori come Sennett e Habermas, con quelle (ottocentesche) della moderna sfera pubblica borghese – è oggi sempre più al centro dell’attenzione, soprattutto per merito dei teorici della postdemocrazia, i quali, sia pure con accenti diversi (“catastrofici” in Colin Crouch, “euforici” in Derrick De Kerckhove), concordano in merito all’accelerazione che i media elettronici in generale e i nuovi media digitali in particolare sembrano avere impresso al processo di “privatizzazione” della politica. Prendendo le mosse da questo dibattito teorico, l’intervento si propone di analizzare criticamente le ragioni del radicale ridimensionamento che stanno subendo le aspettative di “democratizzazione” (intesa come estensione delle opportunità di partecipazione dal basso dei cittadini alla definizione dell’agenda politica e dei processi decisionali) alimentate dalla “rivoluzione digitale” degli anni Novanta. L’effetto politico delle trasformazioni tecnologiche e culturali legate al diffondersi delle cosiddette tecnologie del Web 2.0 (come blog e social network) sembra essere, paradossalmente, quello di alimentare nuove forme di “cyber populismo”, trasferendo nelle mani di ristrette élite emergenti il ruolo di orientare l’opinione pubblica.

5.2.3. Scarica il paper in pdf Dall'appartenenza materiale all'appartenenza virtuale? La cittadinanza elettronica tra processi di costituzionalizzazione della rete e dinamiche di esclusione globale

Francesco Amoretti e Enrico Gargiulo

Abstract

La vicenda della cittadinanza moderna evidenzia in maniera efficace le tensioni e le contraddizioni che caratterizzano la storia del sistema capitalistico. In particolare, essa riflette quella tensione tra universalismo e particolarismo che ha contraddistinto e che continua a contraddistinguere tale sistema sul piano economico, politico e sociale. Infatti, l’incremento del catalogo dei diritti attribuiti ad alcune categorie di soggetti, nonostante il messaggio emancipatorio associato a tale incremento, non ha significato l’estensione di questi stessi diritti ad altre categorie di soggetti. Le recenti versioni in chiave elettronica della cittadinanza (e-citizenship) pongono nuovi interrogativi, e nuove sfide, circa le opportunità di emancipazione che le tecnologie digitali sembrano offrire. Quella “terribile livellatrice” che è la cittadinanza – per usare l’espressione di Hannah Arendt – nella sua versione elettronica sembrerebbe infatti garantire, su scala mondiale, nuove opportunità di partecipazione politica, la piena titolarità di vecchi e di nuovi diritti nonché l’inedita possibilità di esercitarli concretamente. Ma le tensioni che hanno caratterizzato la “vecchia” cittadinanza tendono adesso a ripresentarsi nuovamente: diseguaglianze economiche ed esclusione sociale minano alla base l’azione livellatrice della cittadinanza elettronica; parimenti, questa stessa azione sembra generare, direttamente o indirettamente, nuove modalità di diseguaglianza e di esclusione. Obiettivo del paper è analizzare – da una prospettiva sistemica e non stato-centrica, nonché da una visione di lungo periodo – la cittadinanza elettronica nei suoi significati e nelle sue trasformazioni. Queste trasformazioni, in analogia con la vicenda della “vecchia” cittadinanza, evidenziano alcune tensioni che sono nuove soltanto nella forma: il processo di costituzionalizzazione della rete sembrerebbe garantire un livellamento delle disuguaglianze, divenendo quasi un preludio all’universalizzazione dei diritti. Tuttavia, le asimmetrie del potere politico ed economico – come, ad esempio, quelle relative alla gestione delle infrastrutture tecnologiche legate al concreto funzionamento di Internet – rendono il cammino universalistico dei diritti di cittadinanza elettronica un percorso, di fatto, drammaticamente particolaristico.

5.2.4. Scarica il paper in pdf Investigating Human Rights in the Digital Age. Mapping fundamental rights in Internet Governance debates

Francesca Musiani e Elena Pavan e Claudia Padovani

Abstract

In this paper, we address “human rights in the digital age” as a master frame, one that builds on the convergence of two distinct but interconnected strands: a more traditional one (yet never articulated from a juridical point of view) focused on the “right to communicate/communication rights” concept and a more recent one that focuses on new ICTs. By adopting a constructivist approach that recognizes the role of discoursive interaction in the production of norms in the international context, we investigate the recent evolution of human rights related frames. We do this, by focusing on Internet Governance (IG) debates: an interesting space of discursive interactions that, from a predominantly technical debate, has evolved so as to include issues concerning the social consequences of technical developments. Human and communication rights have been recognized as relevant in this context, yet they do not seem to be adequately articulated. Given its growing relevance in the global policy landscape, the IG domain provides a fruitful case study. The paper is structured in three parts: the first one offers reflections from a literature review centred around the notino of human rights in the digital context; then a historical review of how these issues have been dealt with in the context of the Internet Governnce Forum (2006-2009) is offered. Finally, through lexicon-content analysis techniques on ten selected documents, we show how the ten-years old idea of a Bill of Rights for the Internet does not reflect the articulation of the broader human rights discourse: some crucial issues remain marginalized while others are still addressed mostly in terms of principles, and not as fundamental rights (e.g. gender, environment, peace, development). In our concludine remarks, by referring to the above mentioned analytic framework, we discuss two specific themes, deemed as promising for future analyses and political action: Freedom of Expression (a central, controversial theme with a long history) and Access to communication/Digital Divide (a more recent theme, also crucial, for which the controversy is more on definitions than on substance).

5.2.5. Partecipazione e logica democratica delle comunità di creazione online: Partecipazione come ecosistema?

Mayo Fuster

Abstract

Online creation communities (OCCs) constitute forms of collective action based on virtual environments. OCCs are an interesting collective action form from two points of view. OCC are interesting from the point of view of constituting spaces for civic engagement in the dissemination of alternative information and for participation in the public space which could contribute to enriching public discussion in a representative democracy. And, OCCs are also interesting from the point of view of citizen engagement in the provision of public goods and services based on a commons approach, that is provision of public goods not necessarily linked to the state or other conventional political institutions. However, it is needed a critical analysis of the democratic quality of these forms. The tendency to a strong participation inequality is characteristic of most OCCs. Several profiles of participation are distinguished: A very low percentage of committed participants who usually account for a disproportionately large amount of the content; a low percentage of participants that make very small contributions; and, finally, a largest presence of individuals that do not participate. This is known as 90/9/1 law. In order to better understand the 90/9/1 law I will look to the organizational logic of the participation in OCCs. Participation in OCCs seems to loose the dichotomic character based on the criteria of partecipating or not participating. Instead, a conception of participation as an eco-system seems better characterising participation in OCCs. In synthesis, participation is understood as an eco-system in six senses. 1) What is important is that the system is open to participation, but it is not expected that everybody participate and contribute equally; 2) Participation has multiple forms and degrees which are integrated: a critical mass of active developers is essential to initiate the project and maintain the content; weak cooperation enriches the system and facilitates reaching larger fields of information resources; and lurker or non-participants provide value as audience or though unintended participation that improve the system; 3) Participation is decentralized and asynchronous; 4) Participation is in public; 5) Participation is autonomous in the sense that each person decides which level of commitment they want to adopt and on what aspects they want to contribute. 6) Participation is volunteering. Participation is not only deliberation but implementation. The paper will combine results of a statistical web analysis of 50 cases and results from two case studies (Wikipedia and Social Forums). To conclude I will reflect on these emerging features of the organizational logic characteristic of OCCs concerning what they suggests in term of pre-conditions for a democratic organizing and how reshape the dimensions of democratic quality.

5.2.6. Scarica il paper in pdf Patrimonio e persona nello spazio cibernetico

Mauro Santaniello

Abstract

Diritti patrimoniali e diritti fondamentali, ossia i due pilastri di quell’impianto di diritti soggettivi assoluti eretto su una matrice liberal-democratica con la dichiarazione universale dei diritti umani, sono da più di un decennio in rotta di collisione nel ciberspazio. L’espansione delle norme a tutela dei primi entra sempre più spesso in attrito con gli spazi di garanzia assicurati ai secondi, ed in alcuni significativi casi, diritti di proprietà e diritti della persona sono diventati tecnicamente inconciliabili. L’espansione delle tutele legali al patrimonio avviene inoltre in maniera asimmetrica, a beneficio esclusivo dei soggetti proprietari di parti considerevoli della cultura contemporanea, e misconoscendo sistematicamente i diritti patrimoniali di milioni di produttori di conoscenza. Nel lavoro che si propone, questa tesi viene argomentata e discussa ricorrendo a tre casi empirici esemplificativi di altrettante tendenze attualmente riscontrabili negli spazi della rete: a) l’articolazione legale delle licenze d’uso del software proprietario, che esemplifica la tendenza ad accordare garanzie giuridiche ai diritti patrimoniali anche quando questi sono in contrasto con i diritti della persona; b) la parabola economica di YouTube, che illustra la reale natura dei rapporti di produzione occultati dall’ideologia del Web 2.0; c) le direzioni imboccate dallo sviluppo tecnologico di Google che, promuovendo di fatto un ritorno al mainframe, sintetizza pressoché tutti gli aspetti di quella controrivoluzione che dal 1995 ad oggi ha stravolto i tratti politico-costituzionali della Rete.

5.2.7. Scarica il paper in pdf Per una tipologia delle politiche pubbliche europee per la cittadinanza elettronica

Tommaso Ederoclite

Abstract

Il paper ha come oggetto di analisi i processi di formazione delle politiche pubbliche europee attivati dalla Commissione Europea per lo sviluppo, la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza nella società dell’informazione. A partire dalla documentazione programmatica, strategica e legislativa della Dirigenza Generale per la Società dell’Informazione e la Comunicazione (DG INFSO) nel periodo che comprende la V (Prodi, 1999/2004) e la VI (Barroso, 2004/2009) Legislatura europea, si proverà ad identificare le variabili utili per la costruzione di una tipologia delle politiche pubbliche europee per la cittadinanza elettronica. A tal fine, l’analisi sarà rivolta a) al processo costitutivo europeo delle pratiche per la promozione della partecipazione dei cittadini alle attività amministrative attraverso le ICTs; b) al ruolo distributivo che hanno avuto le politiche pubbliche per la cittadinanza elettronica nel definire linee di finanziamento specifiche a supporto degli interventi nelle regioni d’Europa; c) alla funzione regolativa che dette policy hanno provato a svolgere nel sistema europeo di governance complessa.