XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Paper Room

4. Sistema Politico Italiano

4.2. Policy-making e agenda-setting in Italia
Chairs: Enrico Borghetto e Marcello Carammia

4.2.1. Scarica il paper in pdf Politiche come format: il caso delle riforme “antifannulloni” nella pubblica amministrazione

Eugenio Pizzimenti e Alberto Vannucci

Abstract

Nei sistemi politici esiste un’irriducibile tensione tra la rappresentazione pubblica dei problemi di policy e la natura delle regole che ne incanalano i flussi, rispecchiando le mutevoli caratteristiche della realtà sociale. Soprattutto nel tentativo di immettere specifiche issue all’interno dell’agenda pubblica, politici e policy maker al governo hanno un preciso interesse ad offrire ai cittadini-elettori l'impressione di avere il controllo della situazione e degli eventi, di essere in grado di prevedere condizioni future, affrontare con sicurezza imprevisti, calcolare probabilità relative, anticipare conseguenze di breve e lungo termine delle loro scelte. Di norma però i problemi trattati dalle politiche pubbliche sono per lo più opachi nelle loro cause, incontrollabili nei loro sviluppi, imprevedibili negli effetti. I fenomeni sociali complessi, infatti, si lasciano inquadrare docilmente in schemi induttivi di interpretazioni, basati sull’esperienza passata, soltanto a costo di incorrere occasionalmente in rovinose “sorprese”, eventi di grande portata che di tanto in tanto sconvolgono le precedenti aspettative e vengono razionalizzati solo retrospettivamente. A certe condizioni, infatti, un simile disegno risponde all’interesse dei governanti di rassicurare il pubblico sulla loro volontà e capacità di governare questioni complesse. Si tratta di un processo che risulta in larga misura indipendente dall’efficacia con la quale le politiche attuate conseguono risultati effettivi, limitandosi a fornire rappresentazioni teoriche intuitive, schematiche e riduttive dei nodi problematici e delle loro soluzioni prospettate, all’interno delle quali i destinatari dei processi comunicativi possano trovare nel contempo un capro espiatorio da loro distante e una consolatoria auto-assoluzione per i destinatari del messaggio. Obiettivo del paper è quello di fornire una cornice interpretativa delle dinamiche di interazione tra simboli, comunicazione pubblica e risposte istituzionali, con particolare riferimento allo studio delle proposte di riforma amministrativa avanzate dall’attuale ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta. Saranno prese inizialmente in esame alcune implicazioni del riconoscimento dell’esistenza, nella realtà politica e sociale, di forme di incertezza radicale, che non si presta cioè ad essere affrontata con i tradizionali modelli decisionali fondati, più o meno esplicitamente, su un’assunzione di razionalità. La drastica semplificazione del quadro interpretativo mediante la rappresentazione del problema collettivo come “format”, ovvero tramite mappe cognitive preconfezionate, può allora costituire una valida strategia di ricerca del consenso da parte dei decisori pubblici. Infine, saranno affrontati nello specifico il caso della politica “anti-fannulloni” e la proposta di riforma della contrattazione del pubblico impiego varata dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione. Si tratta di una serie di provvedimenti, adottati o solamente annunciati, che hanno ricoperto notevole salienza pubblica nel primo anno della XVI Legislatura e che meritano, a nostro avviso, di essere analizzati alla luce di un approccio orientato alle politiche.

4.2.2. Un’analisi diacronica dei processi di agenda building nelle campagne elettorali televisive.

Maria Grazia Gallo

Abstract

Nell’articolo vengono presentati i risultati di un lavoro empirico di ricerca che si è proposto di analizzare, in una prospettiva diacronica (1994-2006), il contributo del medium televisivo nei processi di selezione e determinazione delle issues in quel sensibile contesto rappresentato dalle campagne elettorali. A partire dalla classificazione delle issues utilizzata in letteratura (Mancini, 1995) sono state ricostruite e comparate l’agenda del mezzo televisivo e quella politica. Come interagiscono le due agende? Il processo di definizione è unidirezionale, oppure si pone come processo bidirezionale, di continue negoziazioni tra il sistema dei media e il sistema politico? La priorità delle macro categorie tematiche rimane la stessa nelle diverse campagne elettorali, oppure varia? Se registra un mutamento quali sono, e che natura hanno, le variabili intervenienti? I principali risultati danno conto di un continuo processo di negoziazione dell’agenda, processo entro il quale la funzione del medium televisivo appare ridimensionata a beneficio di un frame più articolato di interazioni agonistiche. Variabili di natura politica e mediatica contribuiscono al mutamento dell’agenda arricchita di nuove sottocategorie tematiche che suggeriscono una convergenza tra party logic e media logic, concetti che si è tentato di ridefinire alla luce delle trasformazioni evidenziate.

4.2.3. Negative campaigning as a competitive strategy. The emphasis on political corruption in the Italian Legislative arena from 1946 to 1994

Luigi Curini e Paolo Martelli

Abstract

Within a one-dimensional spatial framework we propose a new typology of competitive issues, introducing the possibility for parties to invest in negative campaigning. Then we focus on electoral campaigns where parties interact strategically, making known alleged insufficiencies of the rival concerning commonly shared values. We present a simple model, and deduce that parties’ incentive to “attack” each other grows up with parties’ proximity on the left-right space. We test our hypothesis on the Italian case, focusing on the emphasis placed by the Communist Party on political corruption issues during the government investiture debates that span the post-war period until 1994, when the traditional party system abruptly collapsed. The results are consistent with our theoretical analysis. In particular it can be argued that the judicial investigations into political corruption of the early 90s, that are generally supposed to be a major cause of the demise of the party system, could have been overcome with no such consequences under different spatial relations between government parties and the main opposition party.

4.2.4. Scarica il paper in pdf Governo e opposizione in Italia tra continuità e mutamento

Elisabetta De Giorgi e Francesco Marangoni

Abstract

La fase iniziale della XVI legislatura ha presentato alcuni elementi di forte innovazione nelle prassi della forma di governo parlamentare italiana. In primo luogo, l’uscita di scena della sinistra radicale e la drastica semplificazione del quadro partitico hanno contribuito a rafforzare il ruolo “avversariale” dei due schieramenti parlamentari. In secondo luogo, si deve considerare il percorso di semplificazione intrapreso all’interno delle stesse coalizioni, con il varo di un partito a vocazione maggioritaria sia nel centro sinistra (PD) sia nel centro destra (PDL). Infine, sono meritevoli di attenzione le strategie adottate dalle leadership parlamentari delle due formazioni, con i rinnovati tentativi di rafforzare il ruolo legislativo dell’esecutivo e la “razionalizzazione” del parlamentarismo, attraverso proposte di modifica sostanziale dei regolamenti parlamentari da un lato e la formazione del primo vero governo ombra monopartitico del paese, dall’altro. Quindici anni dopo le elezioni del 1994, che hanno chiuso un lungo periodo di storia politica italiana e ne hanno aperto uno nuovo, molti sono stati i mutamenti importanti, ma altrettanto significativi sono stati, a nostro avviso, gli elementi di continuità che si sono progressivamente delineati. Se nel panorama dei partiti e delle coalizioni abbiamo assistito a numerosi cambiamenti, il carattere bipolare della competizione si è nel contempo andato consolidando (anche per effetto delle modifiche dei sistemi elettorali) e si è rafforzato il ruolo aggregante e di guida dei due partiti maggiori di centro-destra e di centro-sinistra. Strettamente connesso a questi sviluppi è stato anche l’emergere del governo come centro istituzionale del sistema politico. Nel quadro di questo sviluppo il governo attualmente in carica presenta più di un motivo di interesse: anzitutto la conformazione della compagine governativa, la sua struttura e le sue modalità di funzionamento. Obiettivo di questa analisi sarà, pertanto, quello di esaminare la formazione, composizione e struttura del governo, il suo programma, l’iniziativa legislativa nel suo complesso e quella delle sue diverse componenti, il rendimento di questa iniziativa e il confronto governo-opposizione nell’arena parlamentare, proponendo dei confronti con i precedenti governi sia di centro-destra che di centro-sinistra per meglio fare risaltare continuità e mutamento.

4.2.5. Dyadic representation in the Italian Parliament

Federico Russo

Abstract

Dyadic representation has received limited attention in European countries, where party discipline hinder the capacity of parliamentarians to perform constituency service through legislative activities. This paper analyses the constituency focus of Italian deputies through the study of parliamentary questioning. Non legislative activities such as questions offer a precious opportunity to look at the role of individual parliamentarians even where, as in the European case, parties enforce a strict voting discipline. This paper tests for the presence of dyadic representation across different policy domains. Looking at parliamentary questions with a territorial focus we learn that some parliamentarians do play the role of “constituency servant” even in a context which is not expected to reward this choice. Who are them? What kind of incentives can lead them to spend time performing constituency related activities? Which policy domains offer more opportunities for dyadic representation?

4.2.6. Agenda politica e produzione legislativa. Un’analisi diacronica della distribuzione del cambiamento legislativo tra i diversi settori di policy (1987-2008)

Francesco Zucchini

Abstract

L’obbiettivo di questo paper è valutare la produzione legislativa nel periodo compreso fra il 1987 e auspicabilmente il 2008. Per realizzarlo l’autore si impegna a rispondere ad una batteria di quesiti specifici. Qual è stata l’intensità e la rilevanza del mutamento legislativo? Come si è distribuito fra i diversi settori di policy? E’ ravvisabile un incremento delle leggi tese a riforme strutturali? Quanto permane della legislazione microdistributiva tipica della prima repubblica (Di Palma 1978; Cotta 1996)? Come erano scritte le leggi sul finire della prima repubblica e come sono scritte oggi? La tradizionale ampiezza delle maggioranze a sostegno della produzione legislativa si è conservata nel tempo ? A quale rapporto fra governo e parlamento alludono le caratteristiche della produzione legislativa ? Come si distribuisce la produzione legislativa nel corso della vita di una legislatura ? Per classificare le leggi in aree di policy verrà utilizzato un codebook adottato da un importante gruppo di ricerca internazionale del quale l’autore è membro, così da rendere possibili anche alcune comparazioni “qualitative” con la produzione legislativa di altre importanti democrazie europee (Baumgartner F., C. Green-Pedersen & B. D. Jones 2006)

4.2.7. Interparty Conflict Management and Coalition agreements. A Comparative Analysis of Belgium, Italy and The Netherlands

Catherine Moury

Abstract

In this article, we compared the management of major interparty disputes in post- and in pre-electoral coalitions . We present empirical findings on the characteristics of coalition agreement and on inter-party conflict during the life time of governments in Italy, Belgium, and the Netherlands. Given higher transactions costs associated with the drafting of pre-electoral coalition agreements and given the weak institutionalization of coalition agreements, we expected the role of the coalition agreements to be weaker in Italy than in Belgium and the Netherlands. We observed that, in Italy, coalition agreements are less precise than in the Low countries, that the anticipated conflicts resulted less often in a decision, and that, in result, commitment to the coalition agreement is lower. But we also show that coalition agreements have a substantive role to play in this country: they are as long and as complete than in Belgium and in the Netherlands, they anticipate controversy and at least a majority of conflicts over deals included in the coalition agreement resulted in decisions pretty much in line with the initial deals. This contradicts the skeptical view that making coalition agreements in this country is merely window dressing and that deals over policy are trivial to coalition governance.