XXIII Convegno SISP

Roma, Facoltà di Scienze Politiche LUISS Guido Carli
17 - 19 settembre 2009 Law Campus - Via Parenzo, 11

Paper Room

2. Teoria Politica

2.2. Sorte, libertà, responsabilità: teorie, pratiche, dilemmi
Chairs: Paolo Martelli
Discussants: Beatrice Magni

2.2.1. Scarica il paper in pdf Sorte e moral agency

Adele Lebano

Abstract

È possibile valutare una prestazione come morale nonostante il peso della sorte? A partire dalle critiche di Bernard Williams e Thomas Nagel alla prospettiva kantiana, in cui sorte e contingenza non devono poter valere quando si discuta della moral agency individuale, si esaminerà la rilevanza di quegli elementi che, ponendosi fuori dal controllo dell’agente morale razionale, rendono problematica l’attribuzione di responsabilità individuale. Quanto contano gli elementi non scelti—tratti del carattere, ragioni e motivi contingenti, effetti imprevisti—quando gli individui si trovano a scegliere?

2.2.2. Eguaglianza delle opportunità, sorte e responsabilità

Nicola Riva

Abstract

Secondo un'idea che gode oggi di un certo consenso, qualora fosse effettivamente garantita l'eguaglianza delle opportunità, le persone non potrebbero legittimamente aspettarsi dallo Stato compensazioni per le conseguenze prevedibili delle loro scelte, ma solo per quelle dovute alla cattiva sorte. Chi argomenta ciò si richiama spesso all'idea di responsabilità individuale. L'intervento distinguerà due diverse concezioni della responsabilità - l'una forte e esigente, l'altra più debole - considerando le implicazioni dell'una e dell'altra per quanto riguarda le politiche pubbliche. La tesi che si intende sostenere è che, mentre nessuna concezione della moralità pubblica può prescindere dalla concezione debole della responsabilità, la concezione forte non è sostenibile e le sue implicazioni pertanto irragionevoli.

2.2.3. Responsabilità, rischio e scelte individuali

Dario Luciano Merlo

Abstract

La tensione tra sorte e responsabilità riguarda sia le condizioni di imputabilità dell’agire individuale, sia il modo di concepire il ruolo che lo Stato dovrebbe assumere rispetto alla sorte. Più in particolare se, in contesti moderni, la sorte sembra essere diventata un vincolo per l’agire pubblico, ci si potrebbe chiedere che cosa rimanga della responsabilità individuale, da sempre nucleo del pensiero liberale, quando le azioni e gli sforzi dei singoli non garantiscono da soli la certezza del risultato, rendendo di conseguenza instabile il binomio libertà-responsabilità. È corretto offrire a chi sbaglia, o viene sopraffatto da eventi imprevedibili, una «seconda chance», oppure l’attitudine al rischio rimane una componente fondamentale delle preferenze degli individui, un’attitudine che evita inutili sprechi di risorse e tentativi di azzardo morale?